Strage di Erba, il grido di Azouz: "Voglio la pena di morte"

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UPDATE: Incredible colpo di scena al processo, Olindo Romano si dichiara innocente e la moglie dice di aver mentito. Dopo la confessione cambia tutti. I due si dichiarerenno innocenti

Il dolore dei familiari delle vittime merita sempre rispetto. Una strage come quella di Erba ha avuto sì grande risonanza mediatica (ed ora rischia di tornare alla ribalta sulla scia del giallo di Garlasco), ma ha in primo luogo privato della vita il piccolo Youssef (2 anni), la madre Raffaella Castagna, la nonna del bambino Paola Galli e una vicina di casa Valeria Cherubini.

E di questo si inizia a discutere oggi: della pena da dare ai coniugi Romano, che hanno confessato l'omicidio. Meglio dire la strage, organizzata a mente fredda.

Oggi, nell’aula della corte d’assise del tribunale di Como, si apre l'udienza preliminare per la strage di Erba. Imputati Olindo Romano insieme alla moglie Angela Rosa Bazzi.

La prima giornata di udienza si è aperta con il dolore di Azouz Marzouk, papà del piccolo Youssef, che ha chiesto la pena di morte per i due assassini che hanno sterminato la sua famiglia.

"Chiedo la pena di morte, non bastano gli ergastoli - ha detto Azouz -, da questo processo mi aspetto minimo minimo due ergastoli ciascuno. Ci sono state quattro persone uccise e una che per fortuna si è salvata".

Azouz non ha perdonato, ed oggi per la prima volta avrà il primo incontro con i killer della sua famiglia: "Provo rabbia - dice Azouz -, soltanto rabbia". A dieci mesi di distanza da quell’11 dicembre Azouz confessa "è stato l’anno più brutto della mia vita anche tra quelli vissuti in carcere".

Il suo dolore è grande, comprensibilmente. Azouz è tuttavia un personaggio che in Italia non ha avuto buonissima fama. Si parla di sue apparizioni televisive a pagamento per parlare della strage, di contatti con Fabrizio Corona, di un possibile ingresso nel mondo dello spettacolo.

Per questo alcuni italiani non vedono di buon occhio un ragazzo che, davanti al dolore, ha reagito in quella balzana maniera. Oggi tuttavia è il primo giorno "del giudizio", il suo comprensibile sfogo non può che rimarcare l'esistenza di una ferita ancora aperta.

Ora tutto è nelle mani dei giudici.

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