Neonato omosessuale nella campagna della Regione Toscana: è bufera

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Non c'è niente da fare, le campagne che trattano temi etici e scottanti non possono che provocare polemiche. Abbiamo avuto l'esempio della campagna shock contro l'anoressia di Oliviero Toscani, che è stata rimossa , abbiamo ora l'esempio di una nuova campagna contro le discriminazioni sessuali che ha scatenato infinite polemiche.

Sopra vedete la foto che ha scatenato le ire di molti. A realizzare la campagna è stata la regione Toscana ha realizzato una campagna pubblicitaria nella quale compare l'immagine di un neonato in culla con la classica fascetta identificativa al polso. Già ,ma al posto del nome c'è scritto qualcos'altro: omosessuale.

Ovvie, e differenti, le reazioni: il centrodestra definisce la pubblicità raccapricciante, il presidente dell'arcigay invece lo ritiene un esempio da seguire.

La foto è stata realizzata dalla Fondazione canadese Emergence. Ora in Toscana la pubblicità sarà affissa nelle strade, ma comparirrà anche su depliant e cartoline. Il rischio è quello di fare la fine della campagna di Toscani, che dopo pochi giorni è stata rimossa.

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Ma leggiamo le reazioni politiche:

Luca Volonté del centrodestra ha giudicato il manifesto della Regione Toscana "assolutamente raccapricciante". "Strumentalizzare i neonati per far passare l'idea che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata dei bambini - ha detto - è un atto fuorviante e vergognoso sotto il profilo scientifico, politico e sociale".

Massimo Polledri della Lega ha chiesto che la "Regione Toscana ritiri immediatamente questi manifesti così di pessimo gusto. Utilizzare i bambini ricorda quelli del ventennio vestiti da balilla con il fez, con la differenza che già gli mettono un simbolo di appartenenza".

Secondo Isabella Bertolini (Forza Italia), "pur di affermare un modello alternativo di società, nel quale domina l'indeterminatezza sessuale, la Regione Toscana non esita ad utilizzare un neonato in modo strumentale ed ideologico".

Si è difeso il promotore del progetto, l'assessore regionale alle riforme istituzionali Agostino Fragai: "Affrontare le discriminazioni sessuali - ha affermato - non toglie nulla, né in termini di tempo né di risorse, ad altri problemi. Una società più coesa, che non discrimina, assicura più diritti per tutti".

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