Quando i tutor non risolvono i problemi

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di Alessandro Merolla

Il Tutor è il sistema che rileva la velocità media su un tratto d'autostrada (a differenza dell'autovelox, che determina la velocità in un unico punto). Le statistiche ufficiali dicono che il Tutor dimezza i morti e fa calare gli incidenti del 22%. I sostenitori del sistema esultano.

Ma c'è da credere che il Tutor risolva il problema dei sinistri? Assolutamente no. Seguitemi.

1) Nel luglio 2003, è stata introdotta la patente a punti. Nei primi mesi, gli incidenti sono calati di un terzo. C'era chi voleva un regime ancora più duro: tagli di punteggio superiori. Così gli incidenti sarebbero calati ancora. Dopodiché, l'effetto della patente a punti è scemato; ora è svanito. E politici hanno in mano la patata bollente della sicurezza stradale. Il Tutor farà la stessa fine, credetemi.

2) Si vuole risolvere il problema con i dispositivi automatici. In realtà occorrono le contestazioni immediate della Polstrada, oltre a un lavoro di educazione civica e stradale. Purtroppo, andiamo male: lo Stato non formisce i mezzi.

3) Il Tutor è un farmaco che agisce sui sintomi: tu credi di stare meglio. Svanito l'effetto, starai peggio; perché la causa è più viva di prima.

4) Ancora: mai considerare le statistiche che riguardano i morti sulle strade. Un incidente che coinvolge un pullman o più veicoli può provocare più morti di 10 sinistri con una macchina singola. Sono numeri illeggibili. Conta soltanto il numero di incidenti, a patto di paragonarlo con un analogo periodo di tempo, in cui le condizioni meteo e del manto stradale siano state identiche...

5) Infine, senza Tutor, il numero di morti era già stato dimezzato: leggi qui. E allora, come la mettiamo, cari amanti del Tutor? Chi sbaglia? Vi aspetto nei commenti.

Giù dove sono i Tutor.

[continua a leggere e guarda la cartina dei tutor

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