Meredith: sul suo collo le impronte dell'assassino, dubbi sulla "nottata" di Rudy, Lumumba accusa Amanda

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Il corpo di Meredith avrebbe sul collo le impronte dell'assassino. La soluzione del giallo di Perugia potrebbe trovarsi proprio in quelle quattro impronte che compaiono sul corpo della ragazza. Dove il collo è stato colpito dalla lama, ci sarebbero le impronte di tre dita e del pollice, ma anche di una unghiata che ha creato un profondo taglio.

Mez, dalle analisi condotte durante l'autopsia, è stata soffocata prima che il coltello le tagliasse la gola. L'assassino le avrebbe immobilizzato le mani poggiando le ginocchia sulle braccia.

Potrebbe essere proprio il cadavere di Meredith Kercher ad indicare la fine di un incubo. Oggi ci sarà l'incidente probatorio per stabilire le modalità della morte di Meredith. Forse ci sarà bisogno di un nuovo esame autoptico prima di arrivare alla verità.

Intanto le indagini su Rudy proseguono, visto che anche in questo caso, come già successo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito ci sono troppi racconti che non trovano riscontro o che appaiono strani. Uno su tutti. 

Dopo aver visto Meredith morente, dopo aver tentato di aiutarla senza successo, dopo averla vista in una pozza di sangue, dopo aver visto l'assassino, Rudy è andato a ballare dalle due alle quattro di notte.

C'è però un'altra notizia da tenere sott'occhio. Lumumba, dopo essere stato scarcerato, sta ora sfruttando la stampa italiana (ghiotta di scoop inutili) per dire la sua su Meredith e Amanda. 

Si parla di elevati cachet, si parla di esclusive per le interviste, si parla di contatti con Fabrizio Corona. Lumumba è partito: fama e soldi sono a portata. E già è arrivata la prima dichiarazione/intervista:

Lumumba. Il congolese parla dell'esperienza dell'arresto, delle accuse e della decisione di licenziare Amanda dal suo pub Le Chic di Perugia, dove la 20enne di Seattle aveva lavorato per quattro settimane, fino al 30 ottobre, due giorni prima che Meredith venisse trovata morta. Amanda lavorava poco, racconta Patrick, e faceva avances ai clienti: "Quindi ce l'aveva con me perché l'avevo licenziata - spiega al Mail on Sunday - e voleva vendicarsi. Mi odiava. Ma non penso sia malvagia, per esserlo, hai bisogno di un'anima. Amanda non ce l'ha. E' vuota. E' un'attrice, che cambia le sue emozioni in un istante. Non credo a una sola delle sue parole. Tutto quel che esce dalla sua bocca è una bugia. Ma quelle bugie mi hanno macchiato per sempre".

Accusato per la razza. "Con me ha giocato la carta della razza, pensava che puntando il dito contro un nero avrebbe distolto l'attenzione da se stessa. Mi ha usato come un capro espiatorio. Ma io non ho mai preso una multa, nemmeno per non aver pagato il biglietto dell'autobus. Ora sono stato marchiato come un killer a sangue freddo", spiega Lumumba. Amanda e Mez. L'uomo racconta poi come Amanda non sopportasse il successo di Mez: "Meredith era una persona che affascinava facilmente, una bella ragazza che faceva facilmente amicizia, e riceveva attenzione senza sforzo ovunque andasse. Amanda ci metteva molto più impegno, ma era meno popolare. All'epoca non l'avevo capito, ma ora vedo che era gelosa. Voleva essere l'ape regina, ma col tempo era diventato chiaro che non lo era. Odiava tutti coloro che le rubavano il palcoscenico, e questo valeva anche per Meredith". Nell'intervista, Lumumba racconta di come l'americana fosse "calma" dopo che si diffuse la notizia della morte della giovane inglese: "Tutti erano tesi e sospettosi, tutti eccetto Amanda, che era come se avesse inserito il pilota automatico".

Certo, Lumumba ha sofferto. E' stato accusato ingiustamente e ha passato un brutto momento. E' giusto che ora si riprenda ciò che gli hanno tolto sfruttando, come siamo soliti fare in Italia, la morte di una ragazza? Bah, i commenti sono a disposizione per trovare una risposta.

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