Strage di Erba show, ci sono tutte le star: Rosa Bazzi, Olindo Romano e Azouz Marzouk

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Il processo evento è iniziato questa mattina, per la gioia di coloro che avevano prenotato un biglietto mesi fa. Avevamo già parlato ieri di questo triste aspetto che riguarda il processo per la strage di Erba, che vede imputati i coniugi Romano, due simpatici personaggi che prima hanno confessato l'orribile delitto con dovizia di particolari e poi, in prossimità del processo, hanno deciso di ritrattare dichiarandosi innocenti.

In aula c'è anche Azouz Marzouk, altro personaggio di dubbio gusto che dopo essersi visto portare via la famiglia ha deciso di sfruttare come meglio poteva la visibilità mediatica piovuta già dal cielo.

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Sono tutti lì, pronti ad inscenare uno di quei processi che passeranno alla storia. L'Italia, intanto, aspetta e spia. Chi può dal vivo (foto emmevi qui sopra, Ansa sotto), quelli che non hanno trovato posto in aula invece si accomederanno sulla poltrona di casa.

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Al Palazzo di Giustizia di Como tutto è pronto: arriveranno 240 testimoni, i giornalisti accreditati sono già 100 e assisteranno alle 16 udienze che proseguiranno fino al 31 marzo (salvo intoppi). La Corte D'assise è stata presa d'assalto: linee per la connessione ad alta velocità e maxi schermo dal quale seguire il processo.

Qui sotto riportiamo parte dell'articolo del Corriere, che ben riassume le tappe della vicenda. Cosa ne pensate dell'attenzione che i media stanno rivolgendo a questo processo? E' qualcosa di necessario oppure è una pratica del tutto negativa?

LA CONFESSIONE - Erano riusciti a reggere per circa un mese i coniugi Romano prima di confessare il terribile massacro, trincerati dietro l’alibi di essere stati a cena in un fastfood di Como la sera del massacro. Poi con l’arresto, l’8 gennaio 2007, era arrivata la confessione, una "confessione piena", come l’aveva definita il giudice circa un anno fa, al termine di un interrogatorio durato dieci ore nel carcere Bassone di Como, dove da allora è detenuta la coppia.

DUE RITRATTAZIONI - Ma a quella confessione avevano poi fatto seguito due ritrattazioni, di cui l’ultima davanti al gup Vittorio Anghileri durante l’udienza preliminare del 10 ottobre scorso. Martedì, alla Corte di Assise di Como, dove tutto è pronto per la prima udienza di un processo-show, i nuovi legali di Rosa e Olindo, Luisa Bordeaux e Luigi Schembri, proveranno a smontare la dinamica della strage ricostruita dalla procura e a dimostrare che le prime ammissioni degli imputati sono infondate.

ANCHE I RIS TRA I TESTIMONI DELLA DIFESA - Per questo la difesa ha convocato 157 testimoni, tra cui il medico del 118, Nicola Fazzari, che intervenne sul luogo del massacro la sera dell’11 dicembre 2006, e i Ris a partire dal colonnello Luciano Garofano, la cui deposizione vorrebbe dimostrare l’assenza di tracce degli imputati nell’appartamento di Raffaella Castagna.

IN AULA ANCHE AZOUZ - In aula ci sarà anche il tunisino Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre di Youssef. Marzouk, attualmente in carcere a Vigevano con l’accusa di spaccio di stupefacenti, parteciperà come parte civile e, nello stesso tempo, teste d’accusa nel processo per la strage di Erba. Nelle prime ore dopo il massacro, le attenzioni degli inquirenti si erano concentrate proprio su di lui, che risultava irrintracciabile perché tornato in Tunisia dai genitori.

IL TESTE PRINCIPALE - Il principale teste del processo resta però Mario Frigerio, vedovo della signora Cherubini, unico sopravvissuto alla carneficina, che pochi giorni dopo aveva indicato, senza ombre di dubbio, Olindo come il responsabile.

ANCHE TAVAROLI TRA I TESTIMONI - Dal canto suo l’accusa ha presentato una lista di 53 testimoni, tra cui anche un nome noto alle cronache per altre vicende: l’ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli, che aveva avuto modo di incontrare Olindo Romano durante la detenzione di entrambi nel carcere Bassone di Como e che dovrà rendere conto ai giudici delle confidenze fattegli dal netturbino. Dalla corposa lista dei testimoni, chiesti sia dall’accusa sia dalla difesa, il processo si annuncia lungo, sebbene domattina la corte d’Assise di Como dovrà pronunciarsi sulla accoglibilità o meno delle liste, e probabilmente sfrondarle un po’.

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