Gravina, Ciccio e Tore: quei segni di unghie su muri che qualcuno ha sulla coscienza

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Le notizie che ci hanno fornito in questi giorni i giornali sono terribili. E' difficile anche solo immaginare la sofferenza dei due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore, chiusi in una cisterna senza possibilità di fuga. Freddo, fame, sete e quella voglia di risalire. E poi la morte, soli. Un po' come avevano sempre vissuto, perchè la loro vita da bambini non era mai stata un granchè. Lo hanno raccontato più volte le cronache dei giornali.

Ora resta ancora da chiarire di chi possa essere la colpa di una simile tragedia. Il padre è innocente? Come sono finiti in quel pozzo? Come scriviamo nel titolo quella terribile immagine delle unghie su muri pesa sulle coscienze di qualcuno: dell'assassino, se mai si dovesse venir a scoprire che i due fratellini sono stati uccisi, oppure sulla coscienza di coloro che non hanno cercato in quel luogo già a poche ore dalla scomparsa.

Com'è possibile che nessuno abbia cercato proprio lì, nel posto dove tanti bambini andavano a giocare attratti dal proibito? Si sapeva in tutto il quartiere che i bambini andavano pazzi per quelle mura diroccate e abbandonate. Sembra quasi impossibile. Eppure è estremamente grave ciò che è successo. 

Intanto, mentre sono in corso gli esami sui copri di Ciccio e Tore, il padre ha parlato del funerale dei due figli:

La famiglia Pappalardi ha rifiutato l’offerta del comune di Gravina di Puglia di farsi carico dei funerali dei due fratellini trovati morti. Mentre il padre chiede di essere scarcerato per poter partecipare alle esequie (la cui data dipende dal tempo che ci vorrà per la restituzione delle salme dopo le autopsie), il suo legale ha spiegato perché «la famiglia non vuole la loro solidarietà»: «E' sempre stata trattata da famiglia poco affidabile» riferisce. Soprattutto «ora che le indagini parlano chiaro».

Ma la procura continua a ritenere per ora valide le accuse che tengono in cella il padre dei due bambini. Incidente o omicidio: su queste due ipotesi si snoderanno gli accertamenti sui resti di Ciccio e Tore e sul luogo in cui sono stati trovati, il pozzo e la cisterna di Gravina di Puglia, quel cunicolo dell'orrore in cui sono precipitati o sono stati gettati e da cui hanno tentato di salvarsi. Accusa e difesa, con i propri consulenti, si misureranno attorno a quegli accertamenti ma già da ora mettono in campo alcuni elementi, o alcune ipotesi.

I due piccoli sono morti in quel pozzo dopo un giorno di sofferenza. In questo momento le polemiche sembrano del tutto fuori luogo. Soprattutto da parte del padre. 

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