La Rete nella rete: "A Scuola di Bugie" svela una truffa ai danni dell'informazione

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di Franca Corradini

Scandalo informazione su internet. Un’operazione mediatica ha smascherato la superficialità e/o la faziosità di certi sedicenti blog e siti di informazione, portando alla luce l’assoluta inaffidabilità degli spazi informativi che agiscono sul web, specialmente quelli privi di filtri redazionali e altri, invece, palesemente in mala fede .

Ecco l’episodio. Dieci giorni fa, domenica 17 febbraio, lo scrittore e giornalista Andrea B. Nardi ha inserito su Fai Notizia di Radio Radicale una notizia TOTALMENTE inventata  dal titolo accattivante: SVELATI I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO . Nardi dichiara che lo scopo dell’esperimento era proprio far emergere i buchi di questi strumenti di (pseudo) informazione.

Scrittore abituato a inventare racconti e trame romanzesche, ha infarcito il post con una complessa  storia di spionaggio che vedeva coinvolto il Vaticano nelle peggiori trame noir e di fantapolitica. Se da un lato certi aspetti potevano essere verosimili, dall’altro le vicende erano talmente assurde da far subito immaginarne la falsità. Per esempio, che si sosteneva la presenza in Vaticano di un gruppo di sicari professionisti chiamato Reparto RIP (Requiescat in pace…). Lo stesso sottotitolo del pezzo mi ha immediatamente insospettito : ISTITUTO GESUITICO DI STUDI VAGHI ( !! ).

Nardi, forse per lasciare un indizio maggiore, ha contemporaneamente scritto sullo stesso sito un altro post in cui dichiarava di stare compiendo un esperimento mediatico, i cui risultati sarebbero stati svelati in seguito.

Nel giro di DIECI ORE, la notizia sul Vaticano ha fatto il giro del web e ancora sta girando. Migliaia di visitatori l’hanno letta e commentata, decine di siti di informazione l’hanno ripresa e spacciata per vera. In pratica, di una notizia tanto grave nessuna redazione ha verificato le fonti, nessuno si è preso la briga di controllare se almeno a Roma esistesse l’indirizzo citato, nessuno si è messo in contatto con Nardi per saperne di più. Erano tutti troppo impegnati a far circolare ciò che a loro interessava. Alcuni siti l’hanno anche corredata con foto .

Ci siamo messi in contatto con Nardi che rilascia questa dichiarazione  :  “ I commenti dei lettori sono stati illuminanti. A fronte di una piccola percentuale che ha subito annusato il bluff, e di un altro gruppetto che ne ha dubitato fortemente (ma per motivi ideologici, non per averne verificato l’attendibilità), la stragrande maggioranza degli utenti l’ha accettata immediatamente per vera, godendone per la gravità. Alcuni hanno addirittura affermato di esserne già a conoscenza.

Ciò dimostra da un lato quanto sia facile fabbricare controinformazione. Se non avessi operato con sistemi professionali e con volontà di creare controinformazione, nessuno avrebbe dubitato della notizia. Sarebbe bastato farla uscire in più parti, con nomi d’autore diversi e con particolari meno esagerati.

Dall’altra questo esperimento dimostra come a molti sedicenti siti di informazione interessi solo fare propaganda sulle proprie posizioni, disinteressandosi totalmente della verità, e accettando di buon grado di condannare gli avversari politici indipendentemente dalla verità di ciò che si afferma.

Il problema, però, non riguarda solo i blog dove un adolescente scrive fandonie o l’adulto si diverte a provocare. Il problema riguarda le organizzazioni politiche e sociali che usano l’informazione su web per fare vere guerre ideologiche, per combattere fondamentali principi morali e politici. Esse, pur di raccogliere proseliti alla propria causa, sono disposte a distorcere o a inventare la realtà. Veri roghi di moderni inquisitori, mascherati da paladini di libera informazione. “

Da notare che dopo le dieci ore dell’esperimento Nardi ha fatto un post dove svelava quanto era accaduto: ebbene, a oggi nessuno ha ripubblicato questo post ma si continua imperterriti a far circolare il post del bluff.

Vittime eccellenti della beffa : l’UAAR , un gruppo vicino a Grillo e un nutrito numero di utenti di OK NOTIZIE ( come si può vedere dall’immagine qui sotto).

beffa

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