Molfetta, quella quinta morte bianca in campagna elettorale: riflessioni sull'italica mentalità

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Siamo di fronte all'ennesima strage sul lavoro. Dopo i tragici fatti della Thyssen Krupp, che tanto avevano sconvolto l'opinione pubblica, dopo le tante morti bianche avute in Italia ma relegate a qualche trafiletto nelle cronache, dopo la morte nei giorni scorsi dell'operaio nel porto di Genova, che forse ha fatto notizia solo perchè il padre era morto in circostanze simili - e questa è notizia ghiotta per i giornali -, ora ci troviamo di fronte ad una tragedia che rigetta nello sconforto un'Italia incapace di darsi regole e di proteggere i lavoratori.

Questa volta però non c'è un padrone contro cui gridare, non c'è una rivolta che ha tanto i toni della lotta di classe, perchè il "padrone" è morto assieme ai suoi operai nel tentativo di salvarli. Non sappiamo nemmeno come siano andate realmente le cose, non sappiamo se si tratta di una tragica fatalità o del mancato rispetto delle regole. 

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è dovuto intervenire come da protocollo, ma ora c'è il rischio che la sicurezza sul lavoro si trasformi in una demagogica disputa tra contendenti alle poltrone. Il problema è che, come tutti ben sanno, una volta eletto il nuovo governo il ricordo di questi 5 uomini - e di tutti quelli morti in circostanze simili - rimarrà solo un ricordo.

Sapete qual è però la cosa più triste? Che la colpa delle morti bianche non è solo della politica, ma di una nazione che per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro ha un approccio tutto suo, in stile anni '30. Non siamo cresciuti da quel punto di vista, ma la colpa non è solo delle leggi o della mancanza di controlli. La colpa è del responsabile di un cantiere che non fa il suo dovere, dello stesso operaio che non mette il caschetto perchè si scompiglia i capelli ingellati.

Si faccia quindi un esame di coscienza. Le frasi che sentirete nei prossimi giorni sono solo promesse poco sincere, roba da campagna elettorale, ma il vero tumore del lavoro da estirpare al più presto è la nostra propensione a non rispettare le regole. Siamo noi i primi ad avere bisogno di cambiare mentalità. Le leggi non arriveranno mai a fare un nodo a quella corda che ci tiene sull'impalcatura.

Non è questo il caso, è vero, la tragica morte di questi 5 uomini forse non c'entra nulla con la sicurezza sul lavoro. E' una tragica fatalità. Ma visto che oggi si parla di morti bianche, sarebbe anche il caso di fare una riflessione.

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