Gravina: Ciccio è morto Subito, Tore ha vissuto due giorni di agonia. Oggi Pappalardi dal gip

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Ora la ricostruzione è ufficiale, almeno quella che riguarda le ore, anzi i giorni, vissuti dai due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore, lì sotto in quel pozzo. Ciò che ancora non è chiaro è quello che è avvenuto in superficie, visto che si parla sì di una caduta dei due poveri bambini, ma ancora non si scarcera il padre perchè si crede nella sua colpevolezza. E oggi Pappalardi sarà davanti al gip.

Il primo dato riscontrato grazie all'autopsia è che nessuno dei due fratellini ha subito violenza prima di cadere nel pozzo. Lo ha escluso l'autopsia ordinata dalla Procura: "L'esame - spiegano i periti - ha rilevato solo lesioni fratturative compatibili con una precipitazione".

Il secondo dato, quello più scioccante, parla invece delle modalità della morte: l'agonia di Salvatore è durata quasi due giorni: "Il bambino è sopravvissuto per 36-48 ore dopo la caduta nel pozzo". E' morto di fame e freddo. Aveva solo una lieve ferita al piede, una cosa di poco conto. E' molto probabile che sia caduto da un'altezza inferiore rispetto al fratello, magari, supponiamo noi, aveva tentato di raggiungerlo gettandosi da un altro punto.

Intanto Pappalardi comparirà oggi davanti al Gip per la richiesta di scarcerazione. 

Scrive Repubblica:

Verrà ascoltato questa mattina intorno alle 12 dal gip del Tribunale di Bari Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini trovati morti a Gravina in Puglia il 25 febbraio a 20 mesi dalla loro misteriosa scomparsa. L'uomo si trova in carcere a Velletri con l'accusa di duplice omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e occultamento di cadaveri. Fu arrestato a novembre scorso. Non è ancora chiaro se verrà ascoltato in Procura o nel carcere di Bari. E' stato lo stesso Pappalardi, secondo quanto ha riferito il suo legale, a chiedere al gip di essere ascoltato. All'interrogatorio dovrebbe partecipare anche la procura barese.

Il gip Giulia Romanazzi dovrà poi decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dall'avvocato Angelia Aliani, difensore di Pappalardi. Il pm Antonino Lupo e il procuratore capo Emilio Marzano hanno dato parere negativo perché, a loro dire, esiste il pericolo della reiterazione del reato e di inquinamento delle prove.

Vi terremo aggiornati. 

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