Gravina, Pappalardi uscirà dal carcere? Intanto continua il mistero del secchio nel pozzo

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UPDATE 11 MARZO ore 11.00: Filippo Pappalardi è uscito dal carcere. Per lui i domiciliari. Insomma, una via di mezzo.

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Filippo Pappalardi continua a gridare la propria innocenza, e a questo punto sono tanti anche gli italiani che chiedono a gran voce la scarcerazione del padre. Gli inquirenti, tuttavia, non sono così sicuri dell'innocenza del padre.

Oggi, ma in realtà potrebbe anche slittare ai prossimi giorni, è attesa la decisione del gip del tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, che dovrà decidere se accettare o meno la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Pappalardi. Ricordiamo che il padre di Ciccio e Tore è in carcere da più di 3 mesi. L'accusa è di sequestro, omicidio e occultamento dei cadaveri dei figli.

Apprendiamo dell'Ansa che lo slittamento potrebbe essere determinato dalla richiesta della difesa di tenere conto nella decisione dei primi risultati degli esami autoptici: in questo caso la decisione potrebbe anche essere rinviata ancora di alcuni giorni giacché è previsto che domani sia consegnata in procura una prima relazione sugli esami istologici compiuti dai medici legali.

Si dovrebbe quindi attendere che la procura li trasmetta all'ufficio del gip e che il giudice poi li esamini. Intanto, per chiedere la scarcerazione di Pappalardi, ieri sera un migliaio di persone ha compiuto una fiaccolata per le vie del paese, a Gravina, passando anche dinanzi alla grande casa padronale nelle cui viscere sono stati trovati, per caso, il 25 febbraio scorso, Ciccio e Tore Pappalardi, a 20 mesi dalla loro scomparsa.

In testa alla fiaccolata, la compagna di Pappalardi, Maria Ricupero, e parenti dell'uomo: si sono anche levate urla di protesta contro gli errori compiuti nelle ricerche che si sono appuntate - ha gridato Maria Ricupero - "dentro casa di Pappalardi, mentre i bambini stavano soffrendo nel centro della citta".    

Ma vorremmo anche segnalare una Adnkronos che parla dei possibili tentativi di Ciccio e Tore di uscire da quel maledetto pozzo nel quale hanno perso la vita.

Il secchio c'è, vicino al corpo di Francesco, nella cisterna e non nel pozzo. ''Ma chissà da quanto tempo era lì, poiché è 'mangiato' completamente dal tempo e dalla ruggine''. E' quanto riferiscono all'ADNKRONOS fonti investigative, a proposito del ritrovamento di un secchio nella cisterna di Gravina in Puglia, in provincia di Bari, dove sono stati trovati a 20 mesi dalla scomparsa i corpi dei due fratellini, Francesco e Salvatore Pappalardi.

Viene confermata anche la presenza di una corda spezzata, legata al secchio, ''di un paio di metri al massimo e forse di un altro secchio, entrambi usurati dal tempo''. Probabilmente, spiegano le fonti, si trovano lì da un'epoca lontana, da quando la casa è stata abbandonata e servivano per tirare l'acqua dalla cisterna. ''Ciò non giustifica il fatto - sottolineano - che qualcuno abbia calato il secchio per aiutare il bambino caduto per primo. Di oggetti ce ne sono altri ma non necessariamente sono riferiti ai due ragazzini''.

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