Papà, mi togli MySpace? Allora ti uccido...

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Ricordate la notizia che avevamo dato poche settimane fa che riguardava l'incredibile catena di suicidi giovanili registrata a Bridgend (nel Galles), dove 17 ragazzi hanno annunciato nell'ultimo anno la propria morte sul web e poi si sono impiccati? Su questa notizia non ci sono novità rilevanti, nè per quanto riguarda le indagini nè per le notizie su nuove eventuali morti, ma oggi trattiamo un argomento simile che ha a che fare con MySpace, social network descisamente più famoso di quel Bebo utilizzato dai ragazzi di Bridgend per annunciare la propria morte e per "rivivere" attraverso il muro del pianto.

Questa volta siamo negli Stati Uniti, dove un quindicenne di nome Hughstan Schlicker passava le sue giornate su MySpace esprimendo tutto il suo disagio per una vita che forse non gli dava più di tante soddisfazioni. Lo faceva scrivendo su MySpace, sul suo spazio web, dove era anche arrivato ad affermare di volersi suicidare. 

Il suo intento suicidio però non è passato inosservato al padre (il suo disagio, invece, sicuramente sì), che invece di capire cosa stesse succedendo al figlio ha deciso di toglierli la connesione e di privarlo del suo MySpace. 

Ora, un ragazzo di quindici anni mentalmente provato avrebbe potuto reagire in malo modo anche se il genitore gli avesse levato il barattolo di Nutella dalla dispensa, figuriamoci cosa possa essere successo nella sua mente dopo essersi sentito privato della sua unica valvola di sfogo.

Hughstan è andato in box, ha preso un fucile, ha aspettato che il padre tornasse a casa e gli ha sparato alla testa uccidendolo. Poi ha chiamato un'amica dicendole che si voleva suicidare. Lei lo ha convinto a costituirsi ed ora il ragazzo è accusato di omicidio.

Resta da chiarire in questa vicenda, quale possa essere la colpa della Rete e quale quella dei genitori. Noi, a riguardo, abbiamo pochi dubbi. 

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