Tibet, la blogosfera si indigna e aspetta l'ultimatum

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Il mondo sta aspettando, senza poter fare nulla. Alla mezzanotte locale, le 17 in Italia, scadrà l'ultimatum del governo cinese. Che cosa succederà? Siamo in attesa, visto che la Cina ha promesso ai rivoltosi la corte marziale e, inutile dirlo, il possibile plotone d'esecuzione.

Mentre Lhasa è ancora sotto assedio, mentre si parla di un centinaio di morti (la Cina ne ammette solo di una decina), mentre il Dalai Lama, dal suo esilio indiano, parla di "genocidio culturale", mentre in Europa iniziano le proteste, mentre si discute delle prossime Olimpiadi di Pechino e si pensa al boicottaggio, insomma, mentre tutto questo accade, nessuno sa realmente cosa stia succedendo a Lhasa, in Tibet.

La stampa tradizionale non ha alcuna possibilità di informarci su ciò che sta avvenendo. L'unica possibilità di essere informati in tempo reale, come ormai spesso accade, sarebbe la Rete: Internet. Diciamo sarebbe perchè in realtà non abbiamo la possibilità di avere alcuna immagine. Venerdì scorso, non appena abbiamo saputo della grave situazione, le prime immagini a disposizione ancora una volta provenivano dai telefonini, dagli abitanti del Tibet che riprendevano con mezzi di fortuna e poi caricavano in Rete.

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Ora non abbiamo più alcuna immagine, tranne qualcuna che riesce a sfuggire al controllo. L'accesso ad Internet è bloccato, non è possibile andare su alcun blog, il governo cinese, come ha già segnalato ieri Boingboing ha bloccato l'accesso a Youtube, il sito di video sharing che ospitava video dai movimenti per la liberazione del Tibet e da altre persone in possesso di testimonianze filmate degli scontri. Censura a 360 gradi che tuttavia non sempre ha effetto. Qualche video inizia a circolare da questa mattina. Ma anche qualche foto, come vedete sopra.

La Rete mondiale ovviamente è in subbuglio, i blog come sempre sono in prima fila. Anche in Italia. Mentre c'è chi, come Libero Pensiero, si pone domande sul silenzio del Papa Benedetto XVI, c'è un blog come Aspettando Pechino 2008 che ci aggiorna sulla situazione dei monaci a Lhasa, ma soprattutto si interroga sul futuro di queste contestate Olimpiadi senza democrazia. La stessa cosa che fanno Rugby 1823, Sostenibile, Mondo economico, La Pulce di Voltaire.

Kay Rush, sul suo Rush Hour, pubblica la foto inviatale da un suo amico tibetano e si schiera dalla parte dei monaci. Il blog Torino 2.0, invece, è sceso in piazza per fotografare le manifestazioni di solidarietà al popolo tibetano e ha pubblicato il video girato ai tempi del conferimento della cittadinanza torinese al Dalai Lama.

La tragica attesa cresce, non ci resta che aspettare l'ultimatum.
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