Turiste irlandesi uccise, l'avvocato di Vernarelli chiederà la scarcerazione

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Friedrich Vernarelli, il giovane accusato di omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida in stato d'ebbrezza per l'investimento e la morte di due turiste irlandesi, ieri ha parlato a lungo con il gip incaricato delle indagini. Durante la lunga deposizione il giovane ha confessato di essersi fermato e di essere sceso dalla macchina. Ma in seguito è stato preso dal panico ed è scappato, resosi conto della gravita del fatto.

Ha ammesso di aver bevuto birra con due ragazzi inglesi (va a confermarsi la testimonianza del turista americano che aveva visto più persone in auto con lui al momento dell'incidente) che poi avrebbe voluto riaccompagnare a casa, ma che sono scappati subito dopo l'incidente.

Non è stata confermata l'assunzione di sostanze stupefacenti, ma nel provvedimento del gip si legge che il medico che si è occupato di lui in Pronto Soccorso ha notato le pupille ristrette, tipico di chi assume droghe. Il giovane infatti aveva inizialmente rifiutato di sottoporsi al test sull'urina, pertanto era stato costretto dai vigili urbani ad effettuarli in ospedale.

C'è un dato però che getta una luce diversa sulle dichiarazioni del padre rilasciate qualche giorno fa in seguito all'incidente che lo avevano dipinto come un ragazzo tutto "casa e chiesa": a Vernarelli infatti era stata sospesa la patente già nel 2005 per un'infrazione del codice della strada, presumibilmente per eccesso di velocità, ma in sede di interrogatorio non ha saputo chiarire il fatto.

Intanto il suo avvocato ha annunciato che impugnerà davanti al tribunale del riesame l'ordinanza di custodia in carcere, perchè a suo parere non ci sono i presupposti che giustifichino la detenzione di Vernarelli a Regina Coeli. Insomma, nonostante la richiesta diretta di Friederich di andare in galera per scontare le sue colpe, siamo punto e daccapo. 

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