Insulti fra Olindo Romano e Carlo Castagna, mentre Rosa Bazzi cerca di tappargli la bocca

Negli ultimi giorni si era assistito alle strategie difensive dei due coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi cha passavano dall'identikit del presunto assassino (cercando di insabbiare così la testimonianza dell'unico sopravvissuto Mario Frigerio) fino alla richiesta della perizia psichiatrica.

Ma oggi si è arrivati agli insulti, il tutto durante una pausa dell'udienza nella quale il consulente della difesa ha ricostruito la dinamica dei fatti.

Il primo a provocare è stato Olindo, che ha rivolto un "vaffa" a Carlo Castagna, il padre di Raffaella e nonno di Youssef, due delle vittime della strage. La moglie ha cercato inutilmente di tappargli la bocca con la mano, mentre Castagna avvicinandosi alla gabbia nella quale sono rinchiusi i due ha risposto all'insulto "Assassini, cinquant'anni dovete prendere e passarli separati. Ho sempre abbassato lo sguardo, ma ora non lo abbasso più. Bastardi".

Reazione molto diversa da quella "a caldo", quando Castagna dichiarò "Li perdono e li affido al Signore, bisogna finirla con l’odio che non porta da nessuna parte". C'è da considerare che la giornata è stata molto dura per lui, in quanto sono state mostrate le immagini dell'autopsia del nipotino.

La reazione probabilmente è giustificata da un nervosismo comprensibile: in primis il mese scorso la difesa tenta la carta dell'identikit del presunto colpevole, descritto con "faccia grossa, capelli folti e pelle olivastra" e quindi non compatibile con Olindo, nonostante Frigerio abbia indicato più volte la coppia come autore degli omicidi. La difesa infatti ha cercato di puntare sulla possibilita' che a compiere la strage siano state alcune persone legate alla criminalita' organizzata in seguito a minacce di morte ricevute da Azouz Marzouk. Secondariamente la richiesta di perizia psichiatrica per infondere sospetti sulla capacità di intendere e di volere dei coniugi Romano.

Intanto ieri una ventina di militanti di Azione Giovani di Lecco e Como hanno inscenato un presidio distribuendo volantini davanti all'ingresso del tribunale alzando uno striscione che riportava la frase "Omicidi soap opera video cestiniamoli". Nel volantino si invita a cambiare canale quando "queste facce speculano sui fatti in cui sono coinvolti".

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