Botta e risposta sul web tra Manganelli e Beppe Grillo:i blog sempre più protagonisti

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Un importante traguardo per l'informazione online, in particolar modo per i blog. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha risposto via web a una lettera aperta scritta da Beppe Grillo a proposito del ruolo che la Polizia di Stato sta assumendo agli occhi dell'opinione pubblica in seguito ad alcuni fatti di cronaca legati alle contestazioni contro Giuliano Ferrara a Bologna (e non solo, si parlava anche di G8 e di Federico Aldrovandi). Senza tramiti, senza conferenze stampa. Lo ha fatto lui direttamente in prima persona. E su un blog.

Nella lettera di Grillo si accusava la polizia "protettrice degli interessi dei partiti, delle loro malefatte, dei loro numerosi pregiudicati e prescritti". Grillo parla delle ragazzine prese a manganellate a Bologna durante la manifestazione di dissenso nei confronti di Giuliano Ferrara

Per loro (i giovani che manifestano) però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi. E, invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione dei suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c’erano famiglie con bambini piccoli, non pericolosi terroristi.

Altri riferimenti agli anziani picchiati a Savignano Irpino, a Federico Aldrovandi, alle persone torturate a Bolzaneto e nella scuola Diaz durante il G8.

Ecco alcuni stralci della risposta:

I problemi sociali irrisolti sono frequentemente destinati a diventare, nostro malgrado, anche "problemi di polizia", generando prima comprensibili manifestazioni di malcontento, poi accesi conflitti che, il più delle volte, hanno a che vedere con l’ordine pubblico.[...] Accade, allora, che il poliziotto si trovi a dover garantire contemporaneamente, da un lato, alcuni fondamentali diritti di libertà (quelli di riunione, di espressione, ecc.), dall’altro, legittime manifestazioni di dissenso. Trovare il giusto equilibrio non è sempre facile: l’unico faro che può e deve orientarlo nella sua difficile attività quotidiana è quello offertogli dalla legge che la società si è democraticamente data.

Siamo tutti convinti che alcune modalità di protesta non rientrano nelle regole della "civile convivenza" e dello stesso ordinamento giuridico e non possono perciò essere consentite, neanche quando si dovesse ritenere che le regole della "civile convivenza" siano state infrante ancor prima proprio da chi è preposto ad assumere iniziative per il bene di tutti.

Ma soprattutto:

Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità.

Il capo della polizia si prende quindi un impegno davanti a tutta la blogosfera e le migliaia di utenti che quotidianamente seguono il blog di Beppe Grillo.

Poi, le considerazioni sulla sua risposta (ovviamente Manganelli non poteva far altro che difendere la categoria), e sulla oggettiva difficoltà di soluzione del problema sono un altro paio di maniche. E per ora le lasciamo voi lettori.

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