Olimpiadi: la fiaccola a S. Francisco senza intoppi, tra Richard Gere e i manifestanti pro-Tibet

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UPDATE!
La manifestazione di protesta Pro-Tibet durante il passaggio della torcia si è svolta senza grossi incidenti (tranne qualche arresto come testimoniato da un video su Youtube o l'allontanamento di una tedofora perchè portava la bandiera del Tibet), ma con una significativa riduzione di percorso. Intanto è arrivato a San Francisco la "fiaccola della libertà"

Nessun problema per l'arrivo della fiaccola a San Francisco. In aeroporto gli attivisti pro Tibet e anti-Cina non si sono visti ma, visto che non si sa mai, la città è stata blindata.

La fiamma attraverserà la città percorrendo un itinerario segreto e soggetto a cambiamenti inaspettati per paura di altre proteste (si stimano quasi 7 mila dimostranti). Nessuna altra data del percorso della fiaccola è stata cancellata. Al limite, come a Canberra, il percorso è stato modificato e accorciato fra risentimento contro i manifestanti e malcontento. Pechino ha confermato che persino la tappa più "critica" della fiaccola, quella di Lhasa, prevista per 20 e 21 giugno, non salterà.

Alla manifestazione per l'arrivo della fiaccola erano presenti anche vip di Hollywood come Richard Gere, amico del Dalai Lama, e Daryl Hannah. Ha partecipato anche l'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu.

Pechino 2008, pur essendo contro il boicottaggio, chiede che la fiaccola venga fermata

E' ora che il CIO decida di fermare il grottesco tour attraverso il mondo della Fiaccola Olimpica: riconosciuto l'errore nell'assegnazione delle Olimpiadi a Pechino, pur essendo contro il boicottaggio dei Giochi, è necessario un segnale forte che sconnetta gli ideali legati alle Olimpiadi e lo stesso ipocrita motto di Pechino, "One World, One Dream" dalla situazione dei diritti umani in Cina che si parli di Tibet, di censura, di sostegno a governi autoritari come quello sudanese.

Kay Rush invece sostiene appieno i manifestanti:

L'atteggiamento di 'non cambierà niente' o 'cosa vuoi che sia' è tipico di chi ha  vissuto in un paese dove, è vero, le contestazioni non hanno mai portato a granchè. Invece la storia insegna che il popolo può fare molto: fa cadere governi e fa cambiare la storia. Se stessimo tutti con le mani nelle mani, votando sempre per i soliti incapaci solo perchè non riusciamo a guardare oltre il nostro giardino, è vero che non cambierà mai niente. Forse sono idealista ed un pochino ingenua però io credo nel potere del popolo e credo anche nel lato buono delle persone e quello che sta succedendo a favore del popolo tibetano mi emoziona e mi da sperenza. 

Anche Orientalia4all è dello stesso avviso

Insomma, in questo sdegno popolare sacrosanto e giustissimo, in questa lotta per il simbolo, non è che ci scorderemo che stiamo lottando per delle persone e il loro diritto di autodeterminarsi nel loro paese, e non per una maledetta fiaccola che ormai rappresenta solo il diritto del più forte?

Ma forse non si sta davvero perdendo tempo prendendosela con i tedofori, come dice Pi Erre?

Il Tibet esiste da molto più tempo dell'Olimpiade di Pechino 2008 e le sue contraddizioni e i suoi problemi con la Cina esistono già da prima dell'accensione, con uno specchio ustorio, del fuoco di Olimpia qualche settimana fa [...]Che cosa significa tutto questo? Che, come tutte le cose, il mondo subito dopo volterà pagina e i manifestanti di oggi - la maggior parte dei quali agisce sicuramente "per sentito dire", perchè trascinata da amici, da ragionamenti poco ragionati - si appassioneranno a qualche altro problema?

Per alcuni, come Uncertainregard, spegnere la fiaccola è perfettamente inutile mentre AzioneGiovaniSassari chiede di smetterla con i discorsi sul boicottaggio. Per PoliticaLive infine, il Tibet è solo la punta dell'iceberg.

L'argomento boicottaggio olimpiadi è arrivato fino ai solito bookmaker inglesi, abituati a scommettere su tutto. Sono aperte le giocate sul primo paese che annuncerà il boicottaggio. La Francia è il paese più accreditato con 3,75 (tra l'altro ieri Sarkozy ha ribadito la sua posizione). L'Italia, nonostante la risposta sibillina e cripticha rilasciata da Berlusconi "E' una decisione che prenderemo in accordo con tutto il mondo occidentale al momento opportuno", è quotata a 7,00.

Nuvoleparlanti invece ha una proposta per una piccola rivoluzione mentre SanMarino parla contro l'ipocrisia di fondo della faccenda.

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