Morti sul lavoro e sicurezza nei cantieri: i blog si mobilitano

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Continuano le stragi sul lavoro. Ieri è stata una delle giornate più tragiche del 2008, segnata da una serie di incidenti sul posto di lavoro: i morti sono stati sei, altri due operai hanno riportato ferite gravissime.

Stamattina, dopo la morte di un loro collega, Gjoni Arjan, caduto da una passerella a 15 metri da terra, centinaia di lavoratori delle ditte in appalto all'Ilva di Taranto hanno bloccato i cancelli degli stabilimenti per una sorta di sciopero improvvisato.

Dopo il drammatico incidente accaduto lo scorso 6 dicembre negli stabilimenti della Thyssenkrup di Torino costato la vita a sette operai, il problema della sicurezza sul lavoro è più sentito, o perlomeno se ne parla di più.

La città di Torino, però, non ha dimenticato le vittime: Torino 2.0 riporta numerose iniziative della città  per ricordare i caduti sul lavoro e le misure prese dalla presidenza del Consiglio Comunale e della Giunta per rafforzare la cultura della sicurezza sul lavoro.

Solo pochi giorni fa anche Milano 2.0 parlava di sicurezza nei cantieri, dopo l'esplosione nella fabbrica milanese Masterplast, che ha causato due morti e due feriti.

E' ora di dire basta” scrive  La Torre di Babele, mentre I care e Galileo segnalano l'uscita del libro “Lavorare uccide” nel quale l'autore, Marco Rovelli, ci aiuta a capire per quali meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro attraverso storie, testimonianze e dati.

Ormai la mattina molti vanno al lavoro senza sapere se torneranno vivi; le leggi ci sono, ma non vengono rispettate. Sembra che in nome del profitto sia tutto permesso: la sicurezza nei cantieri è solo un costo da tagliare, non importa se questo può costare la vita a centinaia di persone.

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