Caso Fritzl, il padre confessa e in Rete ci si chiede perché nessuno si sia accorto di nulla

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All'indomani dell'arresto, Josef Fritzl ha confessato tutto: di aver sequestrato la figlia Elisabeth nella cantina di casa per 24 anni, di averla ripetutamente violentata, di aver avuto 7 figli da lei di cui uno morto poco dopo il parto e da lui bruciato nella caldaia di casa.

In Rete ci si chiede come una storia simile sia potuta rimanere nascosta per 24 anni: “Come è possibile che nessuno abbia vista o sentito niente?” si chiede Cenerentolasiribella. Anche per Del più e del meno è “semplicemente inaccettabile” che nessuno si sia accorto di nulla e si chiede “Cosa fare con quell'uomo che ha tenuto segregato nella cantina della propria casa per decenni sua figlia, costringendola a un rapporto incestuoso?”.

Xiaodong People si chiede “dove l'abbiano cercata le astute forze dell'ordine per non trovarla nella cantina di suo padre”, mentre Di palo infrasca, dopo il caso di Natascha Kampusch e quello di Elisabeth Fritzl si domanda “Ma che c'è in Austria? Le probabilità che fatti del genere accadano in posti così vicini sulla terra non può essere un caso...”. Le mie preoccupazioni spera invece che i bimbi coinvolti in questa vicenda possano uscirne senza troppe conseguenze psicologiche.

Il fatto che nessuno si sia accorto di nulla ha veramente dell'incredibile e fa pensare a quante storie di violenza avvengano praticamente sotto i nostri occhi, nelle nostre case.

I vicini di casa e le autorità locali affermano che l'uomo ha condotto una doppia vita in maniera perfetta, tanto da ingannare anche la moglie Rosemarie che, nonostante abbia perfino adottato tre dei bambini nati dai rapporti incestuosi tra padre e figlia “trovati davanti alla porta di casa”, non ha mai sospettato nulla. Josef Fritzl e sua moglie erano addirittura considerati “bravi nonni” perché si erano occupati dei tre nipoti abbandonati dalla figlia “finita in una setta”.

La vicenda di Elisabeth ricorda quella di Natascha Kampusch, la ragazza austriaca vittima di un uomo, Wolfgang Priklopil, che l'ha tenuta chiusa in casa per otto anni. Ora Natascha ha offerto il suo aiuto ad Elisabeth e ai suoi figli, sia psicologico che economico, grazie ai fondi provenienti dalle donazioni ricevute dopo la fuga dal suo sequestratore.

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