Morto il ragazzo aggredito a Verona: i blogger si domandano se una sigaretta può costare la vita

skinhead%282%29.jpg

UPDATE! Ore 18.15: Nicola Tommasoli è clinicamente morto. 

Le condizioni di Nicola Tommasoli sono gravissime: per il ragazzo aggredito a Verona la sera del 1 maggio perché “colpevole” di aver rifiutato una sigaretta ad un gruppo di naziskin è cominciato il periodo di osservazione per stabilire l'eventuale morte cerebrale. Uno dei suoi aggressori si è costituito: si tratta di Raffaele Delle Donne, un ventenne veronese di buona famiglia. Nella notte altri due ragazzi sono stati fermati e hanno confessato.

Molti, in Rete, sono rimasti colpiti dalla vicenda e si chiedono se sia possibile rischiare la vita per un motivo tanto futile: Emergenza Alcolismo riporta la notizia nel suo blog, mentre Antonio Cracas accosta l'aggressione di Verona e il pestaggio ai danni di un vigile torinese che aveva appena dato una multa di 36 euro ad un automobilista. “Credo che ci sia troppa aggressività latente, troppa voglia di farsi giustizia da se': poco rispetto per il prossimo” conclude.

Teo Lorini, invece, denuncia la condotta del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che avrebbe liquidato l'episodio spiegando ai giornalisti che un fatto del genere, con protagonisti italiani e non extracomunitari, capita “una volta su un milione” e quindi “non fa testo”. Anche su Veronablog si discute dell'accaduto e, più in generale, sulla situazione della sicurezza in città.

I tre aggressori di Nicola fermati dalla polizia, comunque, erano già noti alle forze dell'ordine: farebbero parte del “fronte veneto Skinheads” e sarebbero ultras del Verona; alcuni di loro erano già stati sottoposti alla Daspo, il provvedimento che vieta di assistere a eventi sportivi. In passato sarebbero già stati coinvolti in numerosi episodi di “caccia al diverso”: extracomunitari, meridionali, ma anche persone “vestite in maniera poco dignitosa” e avventori di alcuni banchetti di kebab.

Ho dato anche io calci e pugni – ammette intanto Raffaele davanti agli inquirenti – ma non quando era a terra. Non volevo che finisse così, nessuno di noi voleva fare tanto male a quel ragazzo”. Ma una sigaretta può veramente valere più di una vita? Perché pare che l'aggressione non abbia motivazioni politiche: la causa scatenante sarebbe stato proprio la sigaretta negata, oltre, forse, all'intolleranza e all'uso della violenza come modo di essere.

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO