Elisabeth Fritzl racconta 24 anni di prigionia: i verbali pubblicati in Rete

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Emergono nuovi particolari sulla vicenda di Josef Fritzl, che per 24 anni ha segregato la figlia Elisabeth nella cantina di casa, abusando di lei e mettendola incinta per 7 volte.

In Rete cominciano a trapelare i verbali delle prime dichiarazioni di Elisabeth, che racconta 24 anni di prigionia e violenze. Su Repubblica.it si può leggere come Elisabeth dica agli inquirenti che fu proprio la polizia a riconsegnarla al padre:

Nel 1982 avevo 16 anni ed ero fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo. Dall'autogrill di Strengberg, mi ero nascosta a Vienna. Dopo due settimane la polizia mi trovò. Supplicai gli agenti di non riconsegnarmi a mio padre. Dissi loro che se fossi tornata da lui per me sarebbe stata la fine. Ma non ci fu nulla da fare”.

Drammatico anche il racconto delle ultime ore di prigionia: “Kerstin (una delle figlie di Elisabeth) stava molto male da giorni. Io lo supplicavo di fare qualcosa. Ha accettato di chiamare un medico perché a un certo punto sembrava morta. L'ho aiutato a portarla su e l'abbiamo adagiata su un divano. Dietro la porta ho sentito delle voci. Mia madre, i miei figli che vivevano sulla terra, parlavano sottovoce. Mi è parso che capissero cosa stava succedendo. Non ho avuto il coraggio di chiamarli. Poi mi ha riportato di sotto”. 

Il Sun aggiunge un altro particolare proprio sulla figlia-nipote maggiore di Fritzl, Kerstin, che ora si trova in ospedale in gravissime condizioni: anche lei sarebbe stata violentata dal padre-nonno.

L'uomo avrebbe anche precedenti che avrebbero dovuti mettere in allarme gli assistenti sociali al momento dell'affido dei tre nipoti da lui adottati: nel 1967 aveva stuprato due donne, una terza gli era sfuggita per un soffio.

Gli investigatori lo descrivono come un “allucinante perfezionista, capace di realizzare un'opera grandiosa”, per il suo avvocato è “un uomo distrutto”: se Josef Fritzl sarà dichiarato infermo di mente eviterà il processo e sarà rinchiuso in un ospedale psichiatrico.

Intanto Elisabeth è in trattamento insieme a tre dei suoi figli in una clinica nei pressi di Amstetten, dove i “bambini della cantina”, possono finalmente vedere la luce del sole, che il padre-nonno sostituiva con dosi massicce di vitamine.

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