La tragedia del Myanamar più grave dello tsunami del 2004, difficoltà per gli aiuti

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Milioni di senzatetto, 27mila morti e 41mila dispersi. E' il terribile bilancio del passaggio del ciclone Nargis che ha colpito il sud della Birmania, quasi più grave dello tsunami che nel dicembre 2004 colpì le regioni bagnate dall'Oceano Indiano. Di ora in ora si aggiorna la conta delle vittime e secondo le testimonianze dell'associazione Save The Children lo spettacolo dopo il ritiro delle acque è terrificante.

I testimoni raccontano di aver visto onde alte anche tre metri e mezzo che hanno spazzato metà delle case nei villaggi. Molti Paesi si stanno mobilitando per offrire aiuto agli sfollati, anche il presidente George W. Bush. Ma il processo di aiuto si sta rivelando macchinoso.

Passi Nel Deserto riporta il problema per l'ingresso nel Paese in quanto alcune associazioni umanitarie dovranno negoziare il loro ingresso in territorio birmano con le autorità. E si ricorda che già con lo tsunami del 2004 le associazioni ebbero problemi con il governo birmano.

Il Professor Echos in questo post parla della pesante situazione che si è creata, informandoci su ciò che è successo e soprattutto su ciò a cui stiamo andando incontro. 

Scoppiano le polemiche per l'inerzia del regime di fronte agli avvertimenti che sono partiti dai paesi vicini e dalle organizzazioni internazionali di cui parla anche Asia e Dintorni. Infatti il 29 aprile scorso un bollettino pubblicato sul sito Tropical Storm Risk aveva avvisato che, in base a rilevazioni della marina e dell'aviazione statunitensi, si sarebbe abbattuta sul Myanmar una tempesta tropicale di forte intensità nelle prime ore della mattina del 3 maggio.

Anche l'Onu lancia le sue accuse in quanto cinque membri della loro squadra di valutazione sono bloccati e non riescono ad entrare nel Paese. Ieri però un giornalista della Bbc, Andrew Harding è stato espulso dal paese apparentemente per aver "infranto le regole sui visti", cioè per aver cercato di entrare nel paese con un visto turistico.

Vi terremo informati, ma di una cosa siamo certi. Nell'opinione pubblica questo disastro sta avendo meno impatto. Ai tempi del famoso "tsunami natalizio" da quelle parti c'erano tanti vip e cittadini occidentali in vacanza. Ora siamo "solo" di fronte ad una tragedia lontana. 

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