Ciclone in Myanmar: la conta dei morti raggiunge 100mila, gli aiuti arrivano a fatica

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UPDATE!
Il blog Google LatLong ha pubblicato una foto dell'area colpita prima e dopo.

Ecco un'immagine di willsmother del post-ciclone Nargis, che ha duramente colpito la Birmania-Myanmar, soprattutto nella zona dell'Irrawaddy in cui sarebbero morte solo lì 80mila persone. Fonti americane parlano di 100mila morti.

Con un ritardo assurdo il governo birmano ha autorizzato l'arrivo dei primi aiuti internazionali rallentati in precedenza da problemi burocratici. Per altre tre aerei con a bordo 45 tonnellate di viveri invece ci sono ancora problemi. Amnesty International ha lanciato un allarme: molti stati infatti non manderebbero aiuti per paura che vengano requisiti dal regime militare.

Ci sarebbe stato anche un saccheggio a Rangoon in seguito alla diffusione della notizia di un terremoto e un nuovo tifone. Si tratta di una situazione drammatica, come sottolinea Passi Nel Deserto, e molte Caritas italiane si stanno già attivando. A questo punto il problema non è tanto se gli aiuti partano, ma piuttosto se riescano ad arrivare alla popolazione.

Altre immagini del disatro sono visibili sul canale Flickr di sithuaungsjsu. Manca ancora l'acqua potabile e di ora in ora aumenta il pericolo che si sviluppino malattie.

A Bagnomaria segnala un ulteriore problema: il ciclone infatti ha avuto conseguenze anche sui raccolti di riso. Le coltivazioni infatti sono state allagate e distrutte. Nei distretti colpiti si producono i 2/3 della produzione nazionale e questo significa che viene a mancare una importantissima fonte di sostentamento.

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Il professor Echos analizza come si sia potuto verificare un evento atmosferico di questa portata: infatti ci sarebbe un surplus di energie nel pianeta che provocherebbero un aumento di eventi di questo genere. Che purtroppo spesso colpiscono zone del mondo in cui vivono popolazioni povere e con pochi mezzi.

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Bruno14 accusa il governo della Birmania di indifferenza nei confronti della popolazione. Il blogger di Insegna Provvisoria segnala una delle poche ONG autorizzate a operare in quella terra. Oriente Fetente invece si pone il problema di cosa si potrebbe fare per eventualmente prevenire situazioni così drammatiche .

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