Ragazza trovata morta in un pozzo: confessano tre minorenni

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Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Lorena Cultraro, scomparsa dalla sua casa di Niscemi il 30 aprile scorso: il corpo della quattordicenne è stato ritrovato in un pozzo, parzialmente carbonizzato, senza vestiti, con una grossa pietra legata alla vita con una fune per tenere il cadavere sul fondo.

Tre ragazzi del paese di 15, 16 e 17 anni sono già stati arrestati, sospettati di omicidio premeditato, e avrebbero già confessato. Volevano farla tacere: la ragazzina aveva confidato loro che temeva di essere incinta del suo fidanzatino, uno dei tre. Di qui la decisione di portare Lorena in aperta campagna e ucciderla stringendole una corda intorno al collo, mentre gli altri due la tenevano ferma.

Sono molti i blog che riportano la notizia, ma Sconfinando si sente addirittura “chiamata in causa, come genitore e come educatore. Perché, se le cose stanno così come questa mattina si dice, il riassunto di questa vicenda è veloce e secco come un colpo di frusta. C'è un problema? Si cancella il problema”.

Per GennaroCarotenuto, invece, “c'è solo la cultura che ci può salvare. Se ancora ci si può salvare. Non l’alta cultura, ma la cultura della vita, del rispetto dell’altro”. 

Ho la morte nel cuore, non riesco a parlare: tutto questo mi sembra irreale” dice intanto il padre di Lorena, Giuseppe Cultraro, che il 30 aprile aveva denunciato la scomparsa dicendo di temere che quello della figlia non fosse un allontanamento volontario.

I genitori della ragazza avevano anche lanciato diversi appelli dalle televisioni locali, rivolgendosi direttamente alla figlia: “Torna. Anche se hai fatto qualche sciocchezza, non ti preoccupare, ti accoglieremo a braccia aperte”. Inutilmente: in quel momento Lorena era già morta.

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