Emergenza rom, le riflessioni sul razzismo di "Passi nel Deserto"

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di Don Paolo Padrini

In queste ore sono scattati numerosi blitz di polizia sia italiana che rumena sul nostro territorio italiano. Blitz che, a quanto riferiscono le prime agenzie, avrebbero colpito delinquenti comuni e clandestini in numerose regioni italiane.

I capi di accusa sarebbero spaccio i droga e sfruttamento della prostituzione. 

Sarebbero stati arrestati sia cittadini italiani che cittadini stranieri immigrati clandestinamente in Italia.

Ovviamente sono da attendersi maggiori dettagli sia dalle questure che dalla stampa, sperando che tali dettagli fughino qualsiasi tipo di dubbio e possano effettivamente (e come è giusto) dimostrare come la lotta alla clandestinità si stia affrontando non solo colpendo i poveri ma anche coloro che li sfruttano, la criminalità organizzata ed anche - perchè ce ne sono - gli sfruttatori e schiavisti italiani.

Ma ciò che preoccupa maggiormente - almeno il sottoscritto - in queste ore, anche considerando questi blitz, è la percezione che gli italiani avranno di queste vicende.

Ieri mi è capitato di ascoltare alcuni telegiornali e trasmissioni di approfondimento giornalistico. Trasmissioni nelle quali si è sentito davvero di tutto.

La percezione - parlo personalmente - è che l'Italia si stia dividendo tra coloro che vogliono tutti i nomadi fuori dal nostro territorio (prescindendo da paese di provenienza e nazionalità, ed anche da effettivi ed acclarati reati commessi) e coloro che cercano di resistere (e temono anche molto) a questo crescente clima pseudo razzista.

So di utilizzare un linguaggio forse troppo duro, ma l'impressione che si ha è che il razzismo la stia facendo sempre più da padrone. Complice la stampa e (forse) la politica che le si cela dietro (o dentro).

Quello che sembra vietato è fermarsi un attimo a riflettere e cercare di distinguere le situazioni concrete. Ieri ho sentito una esponente della lega "urlare" che "i problemi ci sono, sono conreti e sono in mezzo a noi". Certo. Questo è molto vero.

Ma come si fa, con coerenza e serietà, porsi in questa ottica "concreta e realistica" e poi non cercare altrettanto realisticamente di comprendere nello specifico le differenze tra i soggetti immigrati e i fatti da loro compiuti?

A sentire la televisione e forse molta gente che troviamo per strada, sembra che tutti i nomadi siano rumeni, tutti i nomadi siano delinquenti, (forse) tutti i rumeni siano delinquenti, ecc...

Si parte da un presunto reato (ancora tutto da dimostrare e verificare) che sarebbe legato - ma il condizionale è d'obbligo - al rapimento di un bambino, e si incendiano campi nomadi. E i nostri politici che fanno?

Alcuni (già citati) generalizzano. Altri - che forse dovrebbero dire qualche cosa di cristiano in merito se ne guardano ben bene.

[continua a leggere]

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