Rapiti in Somalia due volontari italiani, la Farnesina conferma

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UPDATE 19.00:I rapiti stanno bene, la Farnesina sta lavorando e ha stabilito un contatto. Si lavora per la liberazione.

UPDATE Ore 14.00: Il Cins comunica di aver “stabilito un contatto” con i sequestratori. I volontari starebbero bene, alla base del rapimento “potrebbe esserci un equivoco: i rapitori erano convinti che i cooperanti stessero costruendo una Chiesa”. 

Due volontari italiani e un loro collega somalo sono stati rapiti da un gruppo armato ad Awdhegle, nella Somalia centrale. La notizia è già stata confermata dall'unità di crisi della Farnesina.

Una conferma ulteriore arriva dal giornali locale SomaliPress e dallo stringer del Corriere della Sera che si è recato sul posto e racconta che ai due italiani era stato chiesto di rientrare circa una settimana fa ma loro non avevano voluto.

Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, questi i nomi dei due italiani rapiti, sono stati sequestrati verso le 4.30 di questa mattina. Secondo alcuni testimoni, i tre volontari “sono stati portati via da uomini armati a bordo di tre jeep, che li hanno prima bendati”. Un abitante del villaggio racconta: “Ho sentito una sparatoria, sono corso via e ho visto gli italiani e il loro collega bendati con uomini armati che gli camminavano accanto”. (Foto tratta da Flickr, George Mulala)

I tre volontari erano in Somalia per conto della Ong italiana Cins. Paganini è un agronomo, la Occhipinti si occupa dell'amministrazione, mentre Abderahman Yusuf Arale è il direttore somalo del progetto agricolo.

Un responsabile locale della sicurezza ha assicurato che le forze dell'ordine stanno cercando di localizzare gli ostaggi, mentre Elisabetta Belloni, Capo dell'unità di crisi della Farnesina dichiara che “sono stati attivati i meccanismi per prestare assistenza ai nostri connazionali, pur nella consapevolezza di operare in un territorio dove le difficoltà sono particolarmente gravi”.

La Somalia, infatti, non ha un vero e proprio governo dal 1991, quando i signori della guerra rovesciarono il dittatore Mohamed Siad Barre, e ora la situazione è tesa a causa del conflitto tra il governo federale transitorio, sostenuto dall'Onu e dalle truppe etiopi, e l'opposizione dell'Unione delle Corti islamiche.

Lo scontro tra le due fazioni alimenta il rischio di rapimenti: nel Paese, infatti, sono ancora in corso due sequestri, quello di un cittadino britannico e di uno keniano rapiti in aprile e quello di un keniano rapito la scorsa settimana.

La Farnesina, sul sito Viaggiare sicuri, ricorda che la Somalia rientra nei Paesi per i quali “si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo. La situazione di sicurezza permane fortemente critica in tutto il Paese compresa la capitale Mogadiscio”.

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