Delitto di Cogne: dopo l'arresto parte la richiesta di indulto per Annamaria Franzoni

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Non ha nemmeno fatto in tempo ad mettere piede in carcere che già gli avvocati si sono mobilitati per chiedere uno sconto di pena. Ci hanno messo 6 anni a chiudere il processo per l'omicidio più trattato della storia dei talk show (persino Vespa la ritiene colpevole dopo averle dedicato innumerevoli puntate di Porta a Porta), passando da una sentenza di 30 anni ridotta a 16 e adesso potenzialmente riducibile a 13 grazie all'indulto. Non se ne verrà a capo, per lo meno non tanto presto. BluBlog lancia ironicamente il Toto-Franzoni.

La cosa sconceratante è che fino a ieri la maggior parte della gente sembrava colpevolista e pronta a sbattere in galera questa "assassina" (che nel frattempo ha vissuto tranquillamente sei anni fuori dal carcere). Oggi, dopo aver rinchiuso "il mostro" si comincia a pensare ad Annamaria Franzoni in modo completamente opposto. Si pensa agli altri due bambini, si parla di quanto sia stato straziante il momento dell'abbandono della casa. La madre strappata dai figli in lacrime che promette che tornerà presto. Un registro di opinioni completamente diverso come racconta anche il blog di Marco Bazzato. Per Giulioverde Bruno Vespa stava scalpitando ieri sera per iniziare la sua trasmissione e parlare ancora di Cogne, ma ha dovuto rimandare per "colpa" della Champions League. Thelastkaiser è un po' più cinico.

Intanto la donna è sorvegliata a vista e il suo arrivo ha creato un discreto movimento nel carcere di Bologna dove è stata rinchiusa. Si dice che avrà a disposizione sei colloqui al mese con i figli.

I figli. L'unica cosa su cui si può essere d'accordo è la preoccupazione per gli altri due figli della Franzoni, Davide e Gioele (che sono i loro nomi veri, per loro non sono state prese tutte le precauzioni che vengono usate quando si tratta di minori). Ci si interroga sui riflessi di questa vicenda: di certo non pensano che la mamma sia una crudele assassina, ma vedono solo dei carabinieri che arrivano e la portano via.

Anche se ci si pensa e ci si ripensa non si riuscirebbe a uscire comunque dall'empasse: Annamaria va sbattuta in galera perchè ha ucciso suo figlio (se l'ha ucciso, ad oggi non ci sono certezze matematiche)? Però così i figli soffriranno. Allora è meglio lasciarla libera?

Intanto il paese in cui la famiglia Lorenzi è andata a vivere dopo Cogne, Ripoli Santa Cristina, continua a sostenere senza nessun dubbio l'innocenza della donna: hanno pregato tutti insieme in una veglia, hanno messo le candele alle finestre, ma tutto ciò non è bastato per contrastare la sentenza inesorabile della Cassazione. In piazza la rabbia per la sentenza si è sfogata sui giornalisti, e in particolare su un giornalista di Sky preso a schiaffoni. Walter Gianno nel suo blog ha criticato anche lui l'attenzione mediatica che non ha mai considerato che si stava parlando di un bambino morto. La pensa nello stesso modo Pasquale Caterisano Blog.

Ad ogni modo bisogna prepararsi perchè in mancanza di prove certe e di una confessione, e soprattutto di un movente come accennavamo ieri, gli avvocati ripartiranno presto all'attacco. Così come i vari programmi televisivi. ArabeFelici a dispetto del nome non ne sarà molto contento.

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