Al Qaeda punta in alto (o le spara grosse): si inizi la Jihad nucleare

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Al Qaeda ora alza la voce, ancora non si sa se per spararle grosse o per minacciare realmente l'Occidente. O meglio, l'FBI assicura che non c'è nulla di cui temere, ma dopo l'11 settembre nulla appare scontato quando si parla di terrorismo e di Osama Bin Laden.

Esiste un video in cui Al Qaeda esorta gli estremisti islamici a ricorrere ad armi nucleari e biochimiche per attaccare l'Occidente. Per l'intelligence americana non risultano informazioni sul possesso di armi di distruzione di massa, ma a volta basta una minaccia e lo scopo è comunque raggiunto. Sembrerebbe proprio questo il caso.

L'idea di una Jihad nucleare, sostenuta da un filmato di 39 minuti, sarebbe stato pubblicato sul forum militante "al Ekhlaas". Leggiamo che la narrazione del video afferma: «L’idea di uccidere molte persone, questa idea è disponibile e deve essere utilizzata con il proposito di trattare gli altri allo stesso modo, quindi dico che il terrore nei loro Paesi deve comprendere perdite vite di umane e quelle perdite di vite umane devono avvenire con armi di distruzione di massa».

Richard Kolko, portavoce dell'Fbi, ha affermato: "Non ci risulta che siano in possesso di armi del genere". Ed è proprio quel "non risulta" a non far dormire sonni tranquilli a molti cittadini occidentali.

Comunque sia entro le prossime 24 ore dovremmo finalmente riuscire a vedere questo video di minaccia. Intanto prosegue la diatribe intorno al nuovo rifugio di Osama Bin Laden, che si troverebbe sul K2. 

Riportiamo parte di questo articolo comparso su il Giornale.

«Bin Laden nella regione del K2? Se è vero è una sorpresa. Ma è possibile: è una zona irraggiungibile, abitata da nuclei di fondamentalisti islamici. Il posto ideale per nascondersi». Steve Coll è forse il maggior esperto di Bin Laden e famiglia. Ex condirettore del Washington Post, ha appena pubblicato «The Bin Ladens» (in Italia è edito da Rizzoli con il titolo «Il clan Bin Laden»), la più completa storia del capo di Al Qaida.

Quale erano le ipotesi sul rifugio di Bin Laden?
«Si pensava fosse nel Nord Waziristan, nell’area tribale dove conta amici da vent’anni. Lì nel 1988 Osama stabilì il primo campo di Al Qaida. Da allora ha un rapporto privilegiato con il clan degli Haqqani.
E invece è più a Nord.
«Nella zona, all’inizio degli anni 80, arrivarono gruppi di arabi fondamentalisti per dare vita a una sorta di perfetta società islamica. Poi hanno sposato donne del posto e si sono mantenuti ai margini delle guerre combattute in zona».
Ma in che condizioni è Osama? Gli ultimi messaggi erano solo nastri audio. Sembra un indizio di debolezza.
«Probabilmente è solo per motivi di sicurezza. Il messaggio audio dà meno indicazioni. Ma non penso che questo sia un segnale significativo. L’ultima immagine è di ottobre. Mostra un Bin Laden un po’ invecchiato ma in salute. Addirittura la barba è meno grigia e ha le sfumature dell’henné, il colorante con cui gli uomini locali si fanno la tinta».

Se siete interessati qui trovate l'altra parte dell'intervista. 

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