Due camionisti morti investiti: protestavano contro il caro gasolio

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La protesta organizzata contro il caro gasolio dai camionisti europei, che ieri ha paralizzato buona parte di Spagna e Portogallo provocando decine di chilometri di code, si è conclusa con la morte di due dei manifestanti, investiti e uccisi da altri camionisti che cercavano di forzare il blocco.

Il primo episodio si è registrato ad Alcaena, in Portogallo, vicino ad un posto di blocco allestito dagli autotrasportatori. Secondo la polizia, la vittima avrebbe cercato di fermare un tir aggrappandosi al camion, ma è caduto ed è stato schiacciato dalle ruote del mezzo.

Diversa la ricostruzione di alcuni testimoni: secondo loro l'uomo sarebbe stato investito da un tir che viaggiava ad almeno 50 chilometri orari, al quale aveva inutilmente intimato di fermarsi. L'autista, comunque, è stato subito arrestato dagli agenti che presidiavano il blocco.

Il secondo episodio poche ore dopo a Granada, in Spagna, dove un altro camionista è stato ucciso in maniera simile, investito mentre stava cercando di fermare un furgone per spiegare all'autista i motivi della protesta. Su Repubblica.it si può vedere un video girato subito dopo l'incidente.

In Portogallo l'adesione allo sciopero è stata quasi totale, mentre il Spagna sono stati bloccati i rifornimenti alle stazioni di servizio, ai mercati all'ingrosso e ad alcune fabbriche. Qui la situazione è stata resa particolarmente difficile dal fatto di trovarsi tra due paesi, la Francia e il Portogallo, che hanno aderito alla protesta.

Anche i trasportatori italiani sono sul piede di guerra: la categoria ha infatti organizzato un blocco per il 30 di giugno.

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