Emanuela Orlandi forse uccisa e gettata in una betoniera, lo rivela una testimone

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Dopo 25 anni, la scomparsa di Emanuela Orlandi rimane avvolta nel mistero. La ragazza, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, scomparve la sera del 22 giugno 1983 dopo essere uscita da una scuola di musica in Piazza Santa Apollinare a Roma, all'età di 15 anni.

Ora una testimone, interrogata in gran segreto nelle scorse settimane, avrebbe rivelato che Emanuela è stata uccisa e il suo corpo, chiuso dentro un sacco, sarebbe stato gettato in una betoniera a Torvaianica.

Il caso ruota intorno alla Banda della Magliana, l'organizzazione in contatto con camorra, mafia, destra eversiva e loggia P2: la donna, infatti, è stata per anni la compagna di Enrico De Pedis, detto Renatino, il boss della Banda della Magliana.

Insieme al cadavere della ragazza, sempre secondo la testimone, sarebbe stato distrutto anche il corpo di Domenico Nicitra, il figlio undicenne di un esponente della banda.

Il racconto dovrà essere verificato, anche perché alcune date non coincidono. Ma è la donna stessa a premettere di non essere in grado di essere precisa a causa dell'uso, negli anni scorsi, di cocaina e psicofarmaci. “Io magari un giorno mi ricordo nitidamente una cosa – dice – ci ripenso dopo qualche giorno e me la ricordo un po' così, poi mi torna in mente una frase...

E in questi giorni Roma è nuovamente tappezzata di manifesti con le foto di Emanuela, esattamente come 25 anni fa. E' un'iniziativa dell'Associazione Penelope-Lazio, che si occupa di persone scomparse, per riportare l'attenzione dell'opinione pubblica su un caso ancora irrisolto. La madre di Emanuela ha anche rivolto un appello al Papa perché non si smetta di cercare la verità sulla scomparsa della figlia.

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