Niente pena di morte per chi stupra i bambini in Usa, in Italia il decreto sicurezza salva i pedofili

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Niente pena di morte per chi stupra i bambini: la Corte Suprema degli Stati Uniti con questa sentenza, ottenuta con 5 voti favorevoli, 4 contrari, conferma la tendenza a restringere l'applicazione della pena capitale.

La Corte era stata chiamata ad esprimersi sul ricorso presentato da Patrick Kennedy, condannato a morte in Lousiana nel 2003 per aver stuprato la figlia acquisita di appena 8 anni. Il verdetto è stato motivato dal fatto che “la pena capitale non è una punizione proporzionata nel caso dello stupro di un bambino” e che “è un crimine che non provoca e non è intenzionato a provocare la morte della vittima”.

Il verdetto della Corte Suprema viene salutato come una vittoria cruciale dal movimento abolizionista della pena di morte, ma i due candidati in corsa per la Casa Bianca, il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama, hanno contestato con forza la sentenza. (Foto tratta da Flickr, ignusnatura)

Penso che la pena di morte debba essere data solo in circostanze molto particolari e solo per i crimini più gravi - ha detto Obama - ma lo stupro di un bimbo di sei o otto anni è un crimine orrendo”. Anche il senatore McCain ha espresso il suo disaccordo: “Sono profondamente turbato dall'idea che un giudice in America non possa credere che lo stupro di un bambino non rappresenti il crimine più odioso possibile e non meriti la pena più grave possibile”.

In Italia, invece, è il decreto sicurezza a creare un ostacolo alla lotta alla pedofilia. “L’articolo 2 del decreto sicurezza appena approvato al Senato è un articolo 'salvapedofili' – dice infatti Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - Il decreto contiene una disposizione che concentra la competenza dei moltissimi procedimenti contro la pedofilia on line nelle già intasatissime procure antimafia, togliendoli alle procure ordinarie. Oggi un giudizio per casi di pedofilia dura in media tre o quattro anni in primo grado, ma nelle procure distrettuali, oberate da migliaia di procedimenti diversi durerebbe molto di più”.

Su Blogosfere Politica e Società potete trovare l'intervista a Vania Lucia Gaito, traduttrice del documento Sex crimes and the Vatican, e autrice inchiesta sulla pedofilia nel mondo cattolico Viaggio nel silenzio.

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