Liberata Ingrid Betancourt: le prime reazioni della blogosfera

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UPDATE! 4 luglio, ore 17.30:
Ingrid Betancourt, giunta in Francia, incontra il Presidente Nicolas Sarkozy e la moglie Carla Bruni e afferma "Vi devo la vita". Nel frattempo nuove indiscrezioni sulla liberazione, Sostenibile scrive "sembra sian stati pagati 20 milioni di dollari".

UPDATE! Ore 15.45:
Commovente l'incontro tra Ingrid Betancourt e i due figli Lorenzo e Melanie (come vedete nell'immagine qui sopra). "I miei figli sono la mia vita" afferma la donna abbracciandoli: "non ricordo" le prime parole scambiate con i miei figli, "ah sì, ricordo cosa ho detto: ora dovete sopportarmi".


UPDATE! Ore 12.00:
Il sito di Repubblica spiega che è stato un blitz senza spargimento di sangue, preparato in quattro mesi e durato solo cinque minuti.
L'operazione è stata facilitata dalle informazioni riportate da Frank Pinchao (poliziotto fuggito nel maggio 2007 dopo nove anni di prigionia nelle mani delle Farc) che, già nel febbraio 2008, aveva permesso di localizzare il covo.A questo punto è stato inserito un agente infiltrato nel gruppo dirigente delle Farc che prima ha convinto i suoi "compagni" a riunire in un unico gruppo tre gruppi distinti di ostaggi e poi ha diramato un falso ordine, il tutto approfittando del caos generato dalla morte del leader della Farc Marulanda. I sequestratori, sicuri di dover effettuare un trasferimento di ostaggi a un nuovo comandante, non si sono insospettiti nel vedere un elicottero bianco con uomini delle forze speciali travestiti da guerriglieri. Solo in volo gli ostaggi, la Betancourt e i guerriglieri si sono resi conto di ciò che era successo: libertà per i primi e cattura per i secondi.

UPDATE! Ore 10.18:
Nel web oggi non si parla d'altro: Americans scrive “per il caso Betancourt tutti si aspettavano un altro finale: un guerrigliero che la consegna, la decisione di liberarla senza condizioni. Invece no: blitz alla israeliana...”.
La Pulce di Voltaire afferma che “forse la liberazione della Betancourt e dei suoi fratelli di prigionia simboleggia qualcosa di più profondo e diverso: la voglia di pace e libertà”.
Anche Torino 2.0 gioisce per la liberazione della Betancourt e ribadisce: “La notizia è straordinaria; da osservatori esterni probabilmente non avremmo mai pensato che ce l'avrebbe fatta, che sarebbe sopravvissuta dopo un tempo di prigionia così duro e prolungato, dopo la vita nella foresta, la lontananza dalla famiglia, la contrazione dell'epatite B”.
Sostenibile riportando la notizia ripercorre la carriera politica dell'ex prigioniera.
Importante la testimonianza di alcuni blogger italiani in Colombia in Diario dalla Colombia. 

Anche Kay Rush commenta la notizia "E' una delle notizie più bella dell'anno. Anche se sono in mezzo alle Dolomiti nella Val di Fassa, senza il mio computer, sentivo una tale gioia dentro di me che ho cercato un computer per bloggare e condividere questo momento con voi". Mondodonna scrive "spero che la sua voglia di vivere e di combattere e di lottare per un mondo più giusto si faccia di nuovo sentire a tutto campo. Il mondo ha bisogno di donne come lei".

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Ingrid Betancourt, prigioniera da sei anni dei rivoluzionari della Farc, è stata liberata mercoledì notte con un blitz dell'esercito colombiano.
"Grazie a Dio e ai soldati" sono queste le prima parole dell'ex candidata alla presidenza del paese sudamericano prigioniera fino a ieri delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia. "Non ci siamo resi conto di quello che succedeva, perché non c'è stato un solo sparo, non è stato ucciso nessuno, ci hanno portato fuori alla grande - ha raccontato - Aspiro ancora alla carica di presidente della Colombia e mi impegnerò per gli altri ostaggi in mano alle Farc fino a quando non saranno liberati".

Insieme a lei sono stati liberati altri 14 ostaggi: 11 militari e 3 cittadini americani di cui si erano perse le tracce dal 2003.

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Il ministro della Difesa di Bogotà Juan Manuel Santos, in conferenza stampa, ha dichiarato che si è trattato di un'operazione di intelligence in collaborazione con i militari colombiani, un blitz del nome "Operazione Jaque". Secondo altre fonti la trama è ben più articolata: si tratterebbe di una collaborazione diretta tra Francia e Venezuela con la silenziosa partecipazione della Casa Bianca. Ulteriori fonti dell'intelligence europea sostengono che i mediatori hanno garantito “un'adeguata contropartita”. Purtroppo, come succede spesso in questi casi, la verità non verrà mai a galla.

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