ThyssenKrupp, la protesta si sposta in Rete

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Post tratto da Torino 2.0

L'avvio del processo contro la dirigenza della ThyssenKrupp, al Tribunale di Torino ha palesato il clima di tensione cresciuto in questi mesi tra le famiglie delle vittime e coloro che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori a loro dire, i sindacati.

Le rappresentanze riunite non hanno approvato la decisione dei famigliari che non si sono costituiti parte civile ma hanno raggiunto un accordo sugli indennizzi per circa 13 milioni di euro. I congiunti dei sette defunti nel rogo del 6 dicembre scorso hanno accusato i sindacati di non fare gli interessi dei lavoratori.    

Il dolore ha, però, generato una realtà positiva. I parenti delle vittime del rogo e i dipendenti dello stabilimento torinese hanno costituito recentemente l’associazione onlus “Legami d’acciaio – Associazione familiari ed ex operai Acciaierie di Torino”.

Il presidente dell’associazione, Renato Virdis, e altri sette componenti del direttivo sono stati ricevuti ieri pomeriggio a Palazzo Civico dal presidente del Consiglio comunale, Beppe Castronovo.

Si è discusso delle prossime iniziative della onlus per diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e diminuire il numero delle morti bianche. Sono previsti interventi nelle scuole, convegni, dibattiti e iniziative a Torino e in altre città d’Italia. L’associazione ha chiesto di poter avere dal Comune di Torino una sede, anche da risistemare, auspicando una collaborazione con il Consiglio comunale per lo svolgimento e la promozione delle proprie attività.

Gli operai hanno inoltre chiesto di poter avere una copia della mostra fotografica “Chi muore al lavoro”, promossa dal Consiglio comunale e dalla rivista “cittAgorà”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Vi riproponiamo un momento dell'inaugurazione, il saluto delle istituzioni

[continua su Torino 2.0]

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