D'Agostino: il killer del caso Tortora colpisce ancora. E la giustizia italiana dov'è?

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UPDATE! Ore 18.35:
Il 53enne Michelangelo D'Agostino è stato arrestato tra Pescara e Spoltore nei pressi del Ponte Capacchietti. Al momento dell'arresto il "killer dei Cento giorni" aveva ancora addosso la pistola con cui, domenica scorsa, ha ucciso Mario Pagliano. Nessuna resistenza è stata opposta nel momento della cattura.

"Ma che ci fa un uomo tanto spietato fuori dalla galera a gestire un parco giochi?", reagisce così la giornalista Gaia Tortora di fronte alla notizia dell'omicidio di Mario Pagliano a Pescara. Un delitto che porta il nome di Michelangelo D'Agostino (nella foto) ex camorrista di 53 anni, tra i principali pentiti che nel 1985 mosse delle accuse infondate nei confronti di Enzo Tortora per poi ritrattare qualche anno dopo. Un uomo con alle spalle 15 delitti compiuti in soli tre mesi. Un killer spietato e brutale che oggi faceva lavoretti di manutenzione in un parco giochi a Pescara.

Proprio qui domenica pomeriggio ha freddato con due colpi, uno alla tempia e uno all'addome, Mario Pagliano di 64 anni, ex pescatore e titolare di un impianto balneare. Il movente? ancora sconosciuto.

Ma la domanda che attanaglia tutti è: cosa ci faceva il camorrista in libertà? Nessuno sembra dare una risposta soddisfacente: nè la Caritas, nè i servizi sociali, nè la cooperativa sociale "La cometa" che gestiva il Parco Giochi. Colpa forse delle misure alternative al carcere: lavori esterni, permessi premio, detenzione domiciliare, licenze premio, che spesso sono solo occasioni per commettere nuovi e gravi crimini. Il ministro della Giustizia  Angelino Alfano afferma che ci saranno delle modifiche legislative al 41 bis per fare in modo che sia più severo. Sottoposti alla norma del carcere duro circa 180 mafiosi tra cui: Totò Riina, Raffaele Cutolo, Desdemonda Lioce e il boss Bernardo Provenzano

Ora D'Agostino, il "killer dei Cento giorni" è in fuga per l'Italia, ricercato da centinaia di agenti. Si nasconde, forse ha complici ma le autorità dicono "ancora per poche ore". Sconvolgente il silenzio politico nei confronti della vicenda, continua la figlia di Tortora “Forse questa Italia è troppo impegnata a spiare nel buco della serratura il nostro premier e le vallette”.

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