G8 in Giappone: riduzione dei gas serra, è già polemica sull'accordo

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Sembra una gita di classe di studenti un pò anzianotti e invece siamo al G8 a Toyako, in Giappone, il vertice dei Grandi del mondo, arrivato ormai al suo terzo ed ultimo giorno tra grandi gaffe, piccole promesse e le immancabili critiche.

"Studia ma potrebbe fare di più" è il giudizio unanime di questa edizione che si conclude tra commenti non troppo entusiasmanti. E' vero che ogni G8 porta con sè una valanga di critiche e manifestazioni ma quest'anno sembra che la credibilità e la  leadership di questi Grandi o presunti tali non sia tale da scomodare particolari gruppi di protestanti.

Nell'interessante post di Luciano Vecchi, curatore del blog Il professor Echos, ci propone un riassunto degli argomenti che sono stati discussi e le decisioni che sono state prese. Anzi la decisione che è stata presa. Perchè tra raffinati pranzi di lavoro prima di parlare di crisi alimentare, kit press imbarazzanti e giardinaggio l'unico accordo concreto portato a casa è quello per dimezzare l' emissione dei gas responsabili dell'effetto serra entro il 2050.

Tutti d'accordo: quella del riscaldamento del pianeta è un' emergenza da affrontare. Servono "profondi tagli" delle emissioni al più presto. Ma è un accordo che non prevede nè cifre nè scadenze e che rimanda tutto al negoziato sul clima in sede Onu e alla prossima Conferenza di Copenahgen del novembre 2009 che dovrà disegnare gli scenari post-Kyoto per la lotta al Co2. Inoltre l' accordo è stato rifiutato da India e Cina oltre ad essere stato completemente bocciato dalla Oxfam, come scrive Mario Delfino del blog Parole Verdi.

Il resto si può raccogliere in una lista di buoni propositi rimandati al prossimo G8 sull'Isola della Maddalena, poco distante dalla villa di SIlvio Berlusconi, che farà anche da padrone di casa.

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