Eluana Englaro, la svolta dopo Welby: sì all'eutanasia, ora può morire

eluana-9luglio.jpg

Eluana Englaro vive da 16 anni in uno stato vegetativo. Per anni, il padre Beppino, si è battuto per interrompere l'alimentazione forzata che le permette di rimanere in vita. Oggi la svolta. I giudici della Corte d'Appello Civile del tribunale di Milano hanno autorizzato l'interruzione del trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che permette alla figlia di sopravvivere. Una decisione che lascia tutti basiti. Il giudice Filippo Lamanna, estensore del provvedimento, spiega che la decisione  presa è stata “inevitabile” presa  poiché son stati considerati sia  “la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente” sia “l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita”.

La decisione dei giudici è stata avvalorata dalla valutazione del curatore speciale, l'avvocato Franca Alessio, nominata per appurare che non ci fossero interessi del tutore potenziale in conflitto con quelli di Eluana. La curatrice dice di aver «pienamente condiviso la scelta del tutore orientata al rifiuto del trattamento di alimentazione forzata». Tra le altre prove acquisite le testimonianze di alcune amiche di Eluana. “Ora la libereremo” ha commentato il papà della giovane.

La giovane lecchese era rimasta vittima di un incidente stradale ed è in stato vegetativo permanente dal 18 gennaio 1992. Don Paolo Padrini, blogger di Passineldeserto, in merito a questa vicenda scrive: “Questa ultima e recente sentenza chiuderà questo caso? No. Anche perché la situazione clinica nella quale si trova la ragazza e soprattutto le coimplicanze medico-deontologiche non sono così chiare”.
"Sono soddisfatta della decisione dei giudici della Corte di appello di Milano" afferma Mina Welby e "finalmente Eluana avra' quello che ha desiderato (la giovane, prima dell'incidente stradale di cui fu vittima nel 1992, aveva espresso la volonta' di non subire accanimento terapeutico, se si fosse trovata in stato vegetativo, ndr), mentre il papa' Beppino potra' continuare la sua vita ed elaborare il suo lutto". Soddisfatto della decisione anche ilRusso mentre molto arrabbiata è Pioveconilsole.

Una vicenda che mette in gioco scelte certamente difficili e che riapre il dibattito sull'eutanasia. Ricordiamo tutti il travagliatissimo caso Welby che aveva diviso l'opinione pubblica e la Chiesa. In quell'occasione, il medico che staccò il respiratore, Mario Riccio, ebbe il proscioglimento con formula piena e nel dispositivo della sentenza il giudice fece riferimento all'articolo 51 del Codice Penale, che prevede la non punibilità per il medico che adempie al dovere di dare seguito alle richieste del malato. In virtù di questa sentenza l'assistenza alla nutrizione, idratazione e respirazione sarebbero dunque considerate cure che il malato può rifiutare, e non ordinarie azioni di sostentamento che, al contrario, il malato non ha il diritto di rifiutare nell'ordinamento vigente. In America fece scalpore il caso di Terry Schiavo mentre in Spagna, da aprile, è già in atto una legge che permette di interrompere l'accanimento terapeutico.

Decisioni delicate e dolorose alle quali non si può dare una risposta. Si dice che “finché non ci si trova” in alcune situazioni non si possono avere risposte. Credo sia vero. Se succedesse a me, a un mio familiare, al mio fidanzato, a un amico, cosa farei? Come mi comporterei? Asseconderei il suo volere di staccare la spina o cercherei egoisticamente di tenerlo in vita a tutti i costi? Si parla di coraggio, responsabilità. Ma se il primo è dovuto a un impeto momentaneo, le seconde pesano e in pochi se le assumono.

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO