Eluana Englaro, la polemica: eutanasia o libertà di scelta?

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Eutanasia, argomento caldo. Soprattutto dopo che ieri i giudici della Corte d'Appello Civile del tribunale di Milano hanno autorizzato l'interruzione del trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che permette a Eluana Englaro di sopravvivere. Sì, sopravvivere, perchè Eluana a seguito di un incidente stradale da 16 anni è in coma permanente. 

Come accennato ieri, le scelte in gioco sono difficili, scelte di vita alle quali non si riesce a dare una risposta ben definita. Non so voi, ma io di fronte a queste decisioni ho molta paura e molti dubbi. E' giusto accanirsi per mantenere attive delle funzioni biologiche che senza l'ausilio di una macchina non ci sarebbero? Ma nello stesso tempo è giusto scegliere per la vita degli altri? Perché il nostro paese continua a ignorare queste problematiche? Perché lo Stato non prende una decisione?

E il Vaticano, perché non si pone sulla via del confronto piuttosto che su quella dello scontro? Perché, perché non predisporre anche in Italia il testamento biologico con il quale il malato può stabilire il limite di cure che è disposto a sopportare. Potrebbe questa essere una prima soluzione per esprimere la propria volontà, per scegliere in piena autonomia. Certo la vita è un dono; proprio per questo, forse, sta a noi decidere come utilizzarlo.

La dolce morte, ha diviso l'Italia e il web: Scheggedivita parla di inno alla libertà e alla scelta, Giornodopogiorno scrive finalmente sarà libera, Laltroblogerapiùbello si arrabbia con il Vaticano mentre Passineldeserto discute sulle difficoltà nell'affrontare il caso.

L'associazione Scienza e Vita  parla di grave sentenza e denuncia “Grande amarezza perché si legittima l’uccisione di un essere umano privandolo delle cose più elementari: l’alimentazione e l’idratazione. Stupore perché la società dei sani ha deciso di non prendersi cura di un essere umano in condizioni di grandissima fragilità e dipendenza, condannandolo ad una morte atroce per fame e per sete”.
Il Pd, mediante Vittoria Franco, dice “il Tribunale civile di Milano interviene con saggezza in un vuoto legislativo. Qualcuno continua a parlare di rischio eutanasia. In questo caso, come in molti altri, si tratta solo di accettare la fine naturale della vita senza accanimento terapeutico”. 

Il medico torinese Silvio Viale, esponente dell'associazione radicale Luca Coscioni, ha definito la sentenza "una vittoria contro la barbarie" e un "atto di giustizia". Afferma poi Mina Welby, vedova di Piergiorgio che “Ora spero solo che la politica si metta una mano sulla coscienza, perché non credo che tutte le volte che si solleva un caso come questo, o come quello di mio marito, debba intervenire la giustizia".

Eluana, nei prossimi giorni, sarà trasferita all'Ospedale Maggiore di Lecco dove un medico si è detto disponible a interrompere questo calvario lungo e doloroso. Insomma, il dibattito è aperto. Ma il diritto alla vita, aldilà dell' etica e della morale, dovrebbe essere una libera scelta. 

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