Delitto Squarise, le scuse della polizia spagnola alla Farnesina. E in Italia spuntano i finti appelli

E' rientrata la polemica suscitata dalle critiche catalane alla stampa e al Governo italiano.

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UPDATE 1 dicembre 2011: il Gordo è stato condannato a 17 anni di carcere.


Rientrerà domani in Italia la salma di Federica Squarise, la studentessa padovana uccisa a Lloret de Mar da Victor Diaz Silva, che l'ha soffocata in seguito ad un suo rifiuto in preda alle droghe e all'alcol.
Rientra così anche la polemica suscitata dalle critiche catalane alla stampa e al Governo italiano in relazione alle indagini sulla morte di Federica e che ha trasformato questa drammatica vicenda nell'ennesimo incidente diplomatico.

La Farnesina ha preteso delle scuse ufficiali da parte del responsabile del Ministero degli Interni della Catalogna, Joan Saura, in merito alle dichiarazioni secondo cui l'attenzione data dalla stampa italiana all'omicidio della giovane Federica serviva a distrarre dallo scontro in Parlamento sul lodo Alfano.


Sembra che ogni occasione sia buona per un nuovo sfoggio di muscoli con i nostri "cugini", ma anche questa volta l'impressione è di aver perso la partita. Come scrive Rosario Mastrosimone del blog Sostenibile: "Non c'è invero nessuna ragione per cui la polizia catalana debba scusarsi, ve ne sarebbero invece perché la Farnesina ringrazi la Spagna per l'efficiente svolgimento delle indagini".


Anche la stampa italiana è stata accusata di soffrire di una sindrome da voyeur nella ricerca continua del dettaglio sensazionalistico da sbattere in prima pagina, causando anche appelli fasulli di alcuni truffatori che, sfruttando il cordoglio delle persone, cercano di estorcere finti "fondi per la famiglia Squarise", come denunciato dal Tg5.


Mettendo da parte l'orgoglio, si può forse negare che gli spagnoli abbiano condotto le indagini in maniera silenziosa, senza lasciar trapelare niente, e in poco tempo raggiunto il loro scopo?


Non sarà che qui in Italia, il voyeurismo eccessivo dei giornalisti, ostacola il normale corso della giustizia? Pensando ai vari Garlasco, Cogne, Meredith e le altre vittime balzate agli onori della cronaca ma che ancora non hanno un assassino, la domanda è quanto meno lecita.

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