Federica Squarise e i mass media: il delitto secondo Facebook, YouTube e "Chi l'ha visto?"

Un'analisi dell'omicidio Squarise.

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UPDATE 1 dicembre 2011: il Gordo è stato condannato a 17 anni di carcere.


La vicenda di Federica Squarise, la studentessa padovana uccisa mentre era in vacanza con un'amica a Lloret de Mar non sembra ancora essersi conclusa del tutto, nonostante sia stato ormai catturato Victor Diaz Silva, l'unico colpevole del delitto secondo la polizia catalana.


Perchè ancora non si lascia in pace la memoria di questa sfortunata ragazza e la sua famiglia?
Oltre alle scuse pretese dalla Farnesina, e gli strascichi della polemica sulle indagini della polizia catalana, siamo stati messi in guardia su presunti siti truffa che richiedono una donazione per aiutare la famiglia Squarise.


Lo confermano le dichiarazioni del legale della famiglia Aldo Pardo che commenta "Non esiste alcuna raccolta fondi per Federica". Le numerose iniziative che sono comparse su internet sono solamente delle truffe, sulle quali sta già indagando la polizia. "L'unica raccolta reale è stata istituita nel paese di Federica Squarise, nel bar da lei frequentato".
Ognuno vuole dire la sua su questa vicenda, Laura Cogo di Mondo Donna ci suggerisce una brillante riflessione "al femminile" a riguardo.

Resta il fatto che in molti hanno sfruttato l'emozione e il cordoglio delle persone che si sono sentite toccate da questa vicenda per trasformarla in una telenovela. Qual è il confine tra informazione e intrattenimento? A volte le due cose si confondono, tant'è che ormai è usanza comune parlare di infotainment (information+entertainment).


Ad esempio programmi come Chi l'ha visto o i vari commenti di esperti e specialisti pronti a dire la loro... della serie "battiamo il ferro finchè è caldo".


"Lo stesso periodo di tempo speso nel nostro paese in chiacchiere è stato usato in Spagna per trovare il colpevole", commenta Massimo Negrisoli nel suo blog, parlando di "supponenza italiana".
Intanto su Youtube proliferano video in memoria e commenti sulla vicenda, ma tra tutti quello più attendibile e sincero rimane il gruppo aperto su Facebook, che continua ad espandersi, l'unico che probabilmente, passato il polverone del delitto dell'estate, rimarrà.

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