Eluana Englaro, la morale di Celentano: l'acqua di Ferrara e la condanna di Bagnasco. Ma questa è vita?

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Troverà mai pace Eluana Englaro? Dopo la sentenza dei giudici e la forte dichiarazione del padre Beppino (nella foto) "Ora la libereremo" siam tutti qui a discutere se è giusto o meno staccare il sondino che la tiene in vita. Provo commovente affetto per questo padre che lotta contro tutti e, da tempo, ha dovuto arrendersi di fronte alla perdita dell'unica figlia, consapevole del fatto che non l'avrebbe mai più vista nel bene o nel male "emozionarsi". Un padre che oggi aspetta solo di liberarla con coraggio e responsabilità, tra polemiche e moralismi. 

Giuliano Ferrara, in un'intervista dalle pagine del quotidiano Avvenire, lancia un appello in difesa della vita: bottiglie d'acqua sul sagrato del Duomo di Milano in segno di protesta contro la decisione del Tribunale. Un appello condiviso anche dall'associazione Scienza e Vita che urla il suo "No alla prima esecuzione capitale della storia repubblicana italiana, no alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro". L’associazione chiede anche alla famiglia di Eluana di “accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana”.

Il cantante Adriano Celentano, scrive oggi una lettera al direttore del Corriere della Sera, dove scrive "Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d'animo, signor Englaro, che le bottiglie d'acqua in piazza del Duomo aumentino." e continua "Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un'altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore. Quell'amore che la sua amata figlia non ha fatto in tempo a conoscere. E qui, solo per un attimo, vorrei mettermi nei panni di chi non crede ed è amareggiato per la triste sorte di una figlia".

Don Paolo Padrini, curatore del blog Passineldeserto, riportando la lettera di Celentano, scrive "La famiglia della giovane Eluana Englaro sta vivendo un momento difficilissimo della sua vita. Un momento che dura ormai da anni e che, paradossalmente, a causa dell'ultima sentenza, si sta facendo probabilmente sempre più drammatico".

Don Luigi Garbini, dalle pagine di Vanity Fair, afferma che "il coma è un esproprio: una perdita di possesso, di proprietà del corpo e quindi di intimità" ma nonostante ciò, nessuno oggi può "dopo sedici anni, staccare tranquillamente il sondino di Eluana senza sentirsi fuori posto".

Il presidente della Cei, il cardinal Bagnasco, da Sydney dichiara "Drammatico quando la vita finisce per una sentenza".

Ma chi vorrebbe "vivere" una vita del genere? Qualcuno se lo è mai chiesto?

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