Pedofilia, le scuse di Ratzinger a Sidney tra papaboys e proteste

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Il Papa è ormai da qualche giorno in Australia per le 5 giornate della gioventù cattolica ed è stato accolto da una folla enorme di giovani, una sorpresa, considerando che i cattolici praticanti nel Paese sono solo il 14%.

All'inizio del suo viaggio, parlando con i giornalisti, aveva rimesso al centro delle sue "tematiche" quella sulla pedofilia e sul problema dei preti pedofili.

Un tema importante per la Chiesa, che il Papa ha deciso di riprendere dopo l'insistenza durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti, come ci ricorda don Paolo Padrini del blog Passi nel deserto: "Naturalmente l'intenzione del Papa non è solo quella di "chiedere scusa" ma di sottolineare la costante e mai mancata attenzione della Chiesa e del Vaticano".

Queste le parole del Papa:"Essere prete è incompatibile con gli abusi sessuali: questo comportamento contraddice la santità. Ne parlai negli Stati Uniti, ne parlerò anche in Australia. Perchè è essenziale per la Chiesa - ha detto il Pontefice - rappacificare, prevenire, aiutare e vedere la colpa insita in questo problema".

"Riappacificare, prevenire aiutare e vedere la colpa" continua don Paolo Padrini,
"Quattro verbi corrispendenti alle quattro "direzioni" nelle quali la Chiesa ed il Vaticano intendono muoversi per combattere e debellare definitivamente questi gravissimi comportamenti".


Per Benedetto XVI però, non sono tempi facili, fa notare Laura Cogo di MondoDonna, "qualche giorno fa George Pell, arcivescovo di Sydney, ha riaperto un'inchiesta su un caso di abusi sessuali  da parte di un sacerdote che pare fosse stato 'coperto' all'epoca dei fatti. La settimana scorsa invece arrivava la decisione della Chiesa Anglicana di permettere anche alle donne di diventare Vescovi (una scelta duramente contestata dai vertici cattolici)."

E infatti il Papa non è stato accolto solo dai Papaboys ma anche da numerose proteste.

"5000 attivisti della Youth against World Youth Day e della No To Pope Coalition (la prima una piattaforma di cui fanno parte esponenti del mondo ambientalista, gay, lesbico e ateo australiani, la seconda un'organizzazione internazionale)" continua Laura Cogo "fanno sapere che sfileranno a fianco dei giovani, distribuendo preservativi, in segno di protesta"

Le parole non bastano più, tuona Key Rush dal blog Rush Hour "Perchè solo in paesi come gli Stati Uniti e Australia è chiaro chi è vittima e chi è da condannare? Faccio questa domanda perchè quando lui torna in Italia, non cambia mai niente. Bernard Law , per esempio che è ancora a Roma. Oppure l'arcivescovo di Sydney Cardinale George Pell." Riporta anche interessanti reportage della BBC e delle Iene.

Troppo spesso i panni sporchi per la Chiesa si "nascondono" in casa, nel tentativo di salvare una facciata di moralismo costruita nei tempi. Forse non basta un viaggio del Papa per incontrare il cuore dei giovani, però bisogna ammettere che a partire da Giovanni Paolo II la Chiesa è scesa in campo (in troppi campi) in un confronto più diretto con la società, con la volontà di dimostrare che i valori che difende possono ancora essere attuali.

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