Roma, Luna massacrata dal padre all'Altare della Patria. La madre: "Tragedia familiare"

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I meandri della mente umana sono oscuri: da un momento all'altro si scatena la crisi, inspiegabile; poi l'improvvisa violenza che si trasforma in tragedia.
E' successo a Roma sabato sera sull'Altare della Patria, quando Julien Monet ha pestato la figlia Luna di 4 anni fino al coma.

"La mia è un tragedia familiare" ha affermato Fabienne Verdeille (nella foto a sinistra), la madre di Luna, in arrivo ieri a Roma dalla Turchia dov'era in vacanza. La donna, riporta il Corriere della Sera,  nell'iniziare il penoso tragitto romano tra sale ospedaliere, ha chiesto e ottenuto il silenzio stampa.

Per questo è molto difficile ricostruire la tragedia. Si palesa solo qualche dettaglio: venerdì Fabienne Verdeille, manager di TeleFrance1, si trovava  a casa dei suoi genitori a Parigi mentre la bimba e il papà erano da una cugina di lei. L'uomo avrebbe chiamato la compagna Fabienne per avvertirla che sarebbe andato al matrimonio di un amico con la bimba, probabilmente a Marsiglia. In realtà i due viaggiavano su treno per Roma. Restano ancora molto confuse le dinamiche del viaggio romano. Il giorno successivo la sconvolgente tragedia a piazza Venezia.

pap%C3%A0roma-22luglio.png"Le condizioni generali della piccola sono stazionarie con stabilità delle funzioni vitali", si legge dal bollettino medico diffuso alle 11.30 di lunedì 21 luglio, dal dottor Nicola Pirozzi, responsabile del Dea del Policlinico Umberto I. Secondo il bollettino ''la prognosi resta riservata. Oggi non sono previste modifiche al piano diagnostico-terapeutico''.  Il dottor Pirozzi ha poi riferito che questo bollettino: '' e' l'ultimo in assenza di modificazioni delle condizioni generali e della prognosi, nel rispetto della privacy della paziente e della famiglia''.

Il padre Julien Monet (nella foto a destra), è in carcere al Regina Coeli  accusato di tentato omicidio, riferisce il pm di Roma Francesca Passaniti. Il giudice, scrive il Messaggero, avrà 48 ore di tempo per fissare l'interrogatorio di convalida dell'arresto e decidere sul reato per il quale è chiesta l'emissione della misura cautelare. Domani l'interrogatorio.

L'uomo è guardato a vista poichè si teme che, una volta resosi consapevole dell'accaduto, possa provocare atti di autolesionismo o avere, nuovamente, una violenta crisi. 


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Qui sopra le immagini del luogo della tragedia tratte da Corriere.it

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