Privacy e social network: mamma inglese da Facebook al sito porno FetLife

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Discusso, utile, amato, criticato... in una parola, il social network, uno strumento che incentiva l'interazione e la comunicazione molti-a-molti ma che spesso viene anche additato come un paradiso artificiale o "il mondo del cybercrime", com'è stato definito dal Garante per la privacy Pizzetti. Il solito polverone che si risolleva ogni volta che emergono notizie di cronaca legate a problemi di privacy e internet.

Leggiamo dal Corriere che Becky Spraggs, una mamma inglese di 22 anni, capelli biondi e un bel faccino, si è ritrovata ammiccante su FetLife, un sito porno canadese. Accanto alla sua foto le immagini di una donna, del tutto simile a lei, impegnata in atti sessuali: "Voglio essere usata e abusata", il messaggio più che esplicito.

Nel profilo, pubblicato dal sito, Spraggs si diceva pronta a tutto pur di diventare un’attrice porno e invitava i suoi ammiratori a chiamare il suo agente su un cellulare. Il numero, in verità, appartiene all' ex fidanzato che in pochi giorni, è stato subissato di richieste sessuali.

Becky ha messo le foto su Facebook un anno fa pensando che soltanto i suoi 167 amici potessero vederle, mentre ignorava che il suo profilo era accessibile ai tre milioni di persone iscritte al London network. La polizia le ha consigliato di fare riferimento all’Internet Watch Foundation, l’organismo britannico che vigila sugli abusi compiuti sul web. In Italia non esiste un organo specifico, bisogna appellarsi al Garante.

"Mi sento totalmente in balia degli altri" si è sfogata "Se penso che ho messo on line anche le foto dei miei bambini mi viene un brivido lungo la schiena" e conclude con un monito che sarà piaciuto al Garante: "La gente non capisce a che rischi si espone quando va su Facebook". E' vero che il rischio di cracker che possono nuocere la nostra privacy esiste, ma questo non può essere un pretesto per demonizzare il web.

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo visto una trasformazione sempre maggiore nei confronti dei social network e non è che all'inizio: ogni giorno nascono nuovi progetti di piattaforme sociali e servizi innovativi sempre più specifici come MyOpenCare, per gestire e condividere informazioni legate alla salute, Cafemom.com dedicato alle mamme o ancora Postviaggio.it, dedicato a viaggi e vacanze, per condividere link e risorse in piena filosofia web 2.0.

Dobbiamo accettare il fatto che ormai la nostra identità digitale si evolverà per includere la possibilità di esprimere tutte le interazioni umane in cui venga coinvolta l’ identità personale. E questo è un bene, già possiamo evitare snervanti file alla posta o in banca, operazioni che si possono svolgere su internet in completa sicurezza.

Ma c'è chi continua a denunciare che dietro i social network ci sarebbero solo attività economiche ... e via a parlare di pubblicità comportamentale e geomarketing.

Che scandalo! Ma perchè non viviamo già costantemente immersi in stimoli pubblicitari? Forse bisogna considerare gli utenti delle persone intelligenti e infatti negli Stati Uniti (che ci piaccia o no, sempre il nostro punto di riferimento per tutto ciò che è Internet e non solo) i profitti dei principali social network stentano ed ancora non convincono. Un caso?

(Foto da The Sun

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