Caso Unterkircher: esiste un'etica della montagna?

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Dopo la polemica mediatica esplosa in seguito all'ultimo caso sul Nanga Parbat dov'è scomparso l'alpinista Unterkircher, Andrea Garbin del blog Pollicino si chiede giustamente: "ma perchè qualcuno altro deve rischiare per salvare chi si avventura sapendo il rischio che corre?

La lancia De Stefani altro italiano ad aver raggiunto tutti gli 8mila della Terra e parte da queste considerazioni "L'alpinismo è una scelta, noi siamo consapevoli dei rischi che corriamo. Non è come l'operaio che va a lavorare per portare a casa uno stipendio perchè deve farlo, e se muore merita al massimo due righe sui giornali», ha continuato De Stefani. Per lo scalatore, «questa spettacolarizzazione, banalizzazione dell'alpinismo ha raggiunto un livello inaspettato anche in Himalaya. Ogni giorno mi vergogno di più.

Si ripropone anche qui l'idea di un testamento biologico? Salire dopo aver firmato una dichiarazione di non voler essere salvati in qualsivoglia condizione? Oppure di accettare solo un salvataggio senza ricorso a mezzi tecnologici?

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