Strage ad Istanbul, si teme un nuovo attacco: forse opera del PKK?

Si aggrava il bilancio del duplice attentato ad Istanbul. Almeno 16 persone sono rimaste uccise e 154 ferite per l'esplosione di due bombe a una ventina di minuti l'una dall'altra. Il bilancio della strage potrebbe peggiorare: una quindicina di feriti, smistati tra i vari ospedali della città, sarebbero infatti in gravi condizioni.

Il governatore di Istanbul, Muammer Guler, ha spiegato ai media che "è certo che si tratti di un attentato terroristico". Anche la polizia e la stampa si è sbilanciata affermando che i responsabili potrebbero appartenere al Pkk, il partito separatista curdo ma il governo per adesso non conferma.

Ieri sera un primo piccolo ordigno è esploso all'interno di una cabina telefonica su un viale del quartiere periferico di Güngoren, sulla riva europea della metropoli turca, in una zona pedonale molto frequentata la sera; una seconda deflagrazione, molto più potente avrebbe investito i numerosi curiosi accorsi dopo la prima esplosione solo venti minuti dopo.

Questa è la dinamica riferita dall'agenzia di stampa turca Anadolu dando conto inoltre di un messaggio di cordoglio del presidente Abdullah Gul: "Nessun obiettivo può essere raggiunto con la violenza, il terrorismo, uccidendo degli innocenti. Questi attacchi dimostrano quanto disumani e miserabili siano i mandanti".

Secondo il Pentagono la Turchia è un paese ad alto tasso di imprevedibilità ma secondo molte informazioni, scrive Marco Ansaldo su Repubblica, l'attentato di ieri sera era altamente prevedibile.

E' infatti un periodo critico per la repubblica di Turchia: proprio oggi, leggiamo sul quotidiano online Turchia oggi, l'Alta Corte Costituzionale di Ankara comincerà a valutare la chiusura del Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp), al potere con successo dal 2002 ma minacciato di una messa al bando per presunte attività anti-laiche (come l'ingresso nelle Università alle ragazze con il velo, considerato da molti come un simbolo politico del partito al potere, che gli ha giocato in pochi mesi i favori di una parte di laici che avevano votato Akp per il vigoroso rilancio portato all' economia turca).

Con il partito al governo sul filo del rasoio la Turchia continua a temere nuovi attacchi terroristici.

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