Allarme smog a Pechino 2008: dieci giorni per salvare le Olimpiadi

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Possono bastare dieci giorni per salvare le Olimpiadi dallo smog? Mission impossible. La situazione a Pechino è drammatica: quasi un anno fa ne aveva parlato Rosario Mastrosimone su Sostenibile, ma le cose non sembrano cambiate affatto, anzi.

I livelli di inquinamento sono tre volte superiori ai limiti consentiti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Guardate queste foto di Luciano Vecchi de Il professor Echos, per farvi un'idea. Un dato che i cinesi non conosceranno mai perchè in totale contraddizione con le informazioni fornite dal regime cinese. 

Il controllo sui mezzi d'informazione infatti ha consentito al regime la pubblicazione di menzogne su menzogne: cieli azzurri e rilevazioni truccate. Inutili sono state le misure prese per l'emergenza-inquinamento: la circolazione per targhe alterne ha ridotto lo smog solo del 20%, chiuse 40 fabbriche inquinanti e cantieri edili che producono polveri tossiche ma alcune sono tuttora funzionanti.

Ieri, sotto la cappa irrespirabile dovuta all'aria fetida e davanti ai primi rischi concreti per la salute degli atleti qualcuno ha avuto il coraggio di gridare che il Re è nudo. Il comitato olimpico australiano ha annunciato clamorosamente che i propri atleti saranno liberi di non gareggiare se lo considerano pericoloso per la propria salute. 

Come anticipava Sostenibile, il grande nemico sono le polveri fini, i cui danni alla salute crescono esponenzialmente all'aumento del volume d'aria inalata al minuto.
Per prevenire alcune di queste malattie, continua, esistono appositi medicinali. Una parte considerevole di tali medicamenti sono considerati doping dal CIO, con la conseguenza che l'atleta, salve autorizzazioni dell'ultimo minuto, dovrà scegliere se rischiare di passare per dopato o se mettere a rischio la propria salute.

Intanto il China Daily ha annunciato che si attendono misure più drastiche come la proibizione del 90% della circolazione delle automobili. Un ritorno alle nostalgiche ed ecologiche biciclette?

"Di tutto cio', il CIO non ha tenuto conto quando ha scelto Pechino, forse perché troppo ansioso di lanciare le olimpiadi su un nuovo, enorme e proficuo mercato" conclude con questa amara verità Sostenibile.

La Cina rischia sempre di più una figuraccia in mondovisione: gli effetti spettacolari della cerimonia inaugurale del prossimo 8 agosto si vedranno a malapena attraverso le nubi di polveri tossiche.

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