Torino, ragazza anoressica interdetta dal tribunale: incapace di provvedere ai propri bisogni

anoressia%20torino.jpg

Post tratto da Torino 2.0

"Non è in grado di fare fronte alle proprie esigenze, non ha una consapevolezza costante della malattia, non è sempre in grado di esprimere un consenso informato alle terapie mediche". Incapace di intendere. Per questo motivo, una ragazza torinese di 33 anni, anoressica, da ieri è sotto tutela della sorella maggiore per volere di un giudice del Tribunale cittadino. 

Il fatto di cronaca, riportato dal sito di Repubblica, racconta che è stata la stessa famiglia della ragazza ad avanzare la richiesta agli uffici giudiziari. "Non sappiamo più che cosa inventarci per impedire che nostra figlia si faccia del male - hanno spiegato agli avvocati, come riporta il sito del quotidiano -. Vogliamo solo che lei venga curata, assistita, che non possa autodistruggersi. Non possiamo vederla morire sotto i nostri occhi. Ma non siamo più in grado di tenerla in casa con noi".

La storia può dividere nei giudizi. A livello personale genera tristezza e dolore. Tocca la sfera affettiva più cara e la vita di una giovane donna che potrebbe essere una coetanea, un'amica, o una semplice conoscente. Come si può arrivare a distruggersi in questo modo? E' giusto che un Tribunale decida quanta poca consapevolezza sia rimasta per decidere della propria vita? Il comportamento della famiglia va compreso o giudicato? 

33 anni e 28 chili. Rispetto alle vicende quotidiane di una giovane donna - che lavora o fatica a trovarne uno, che frequenta gli amici, esce per un aperitivo, vive una storia d'amore, va al cinema, a comprare un gelato, a fare un viaggio, che drammatizza sulle proprie imperfezioni fisiche - la protagonista della storia ha lasciato andare le proprie forze, ha abdicato.

Il quotidiano intervista il professor Ugo Fornari, docente di psicopatologia forense nel capoluogo piemontese e studioso di fama internazionale, secondo il quale il parere dei giudici è legittimo perchè in applicazione di una condizione di anoressia nervosa. "L'interdizione non è più come ai tempi dei manicomi, quando era un castigo di Dio e rappresentava l'emarginazione e la esclusione", dice l'esperto.
Voi cosa ne pensate?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO