K2, 11 morti ma Marco Confortola è salvo. Intanto una suora muore in Trentino

k2.jpg

UPDATE! 6 Agosto, ore 10.00:
Marco Confortola è stato salvato stamani da un elicottero (qui l'articolo completo da montagna.tv). Nel frattempo, riporta l'Ansa, un'ennesima tragedia ha colpito la montagna; sul Monte Rosa una cordata composta da quattro alpinisti tedeschi è caduta da un crepaccio. Il bilancio è di un morto e tre feriti.

UPDATE! Ore 15.00:
Marco Confortola ha raggiunto il campo base: "Sono contento di essere vivo", ha dichiarato.  E in un'intervista a Sky, ha fatto un primo bilancio di questa tragica vicenda: "Sono salvo grazie alla mia esperienza. Ho sentito un boato, poi è arrivata la valanga".

UPDATE! 5 Agosto, ore 9.30:
Marco Confortola è giunto al campo base avanzato a circa 5300 metri. Preoccupazione per i piedi che hanno subito un principio di congelamento; Agostino Da Polenza, che dall'Italia sta coordinando le operazioni di soccorso, ha affermato: "Marco inizia ad accusare dolori agli arti inferiori per il principio di congelamento. È normale, visto che più si scende più la temperatura si riscalda, ma è anche un buon segno, perchè significa che le terminazioni nervose sono attive".

Non appena le condizioni meteo lo permetteranno, due elicotteri pachistani recupereranno l'alpinista.
           

Marco Confortola ha raggiunto il campo 1: è salvo. Domani sarà portato all'ospedale di Skardu, per valutare la gravità dei congelamenti a mani e piedi.

"Arriverò presto", aveva così rincuorato familiari e amici, l'alpinista italiano sopravvissuto alla tragedia del K2 . Con il passare delle ore era cresciuta l'attesa per la discesa del nostro connazionale coinvolto nella tragedia del crollo del serraco, che aveva raccontato al telefono al fratello Luigi : "Lassù è stato un inferno. Durante la discesa, a oltre 8.000 metri, per la quota e la fatica mi sono addirittura addormentato in mezzo alla neve e quando mi sono svegliato non mi rendevo più bene conto di dove mi trovassi".

Nonostante il principio di congelamento dei piedi, la stanchezza e la fatica, l'alpinista valtellinese è in buone condizioni, e Agostino Da Polenza, che l'ha sentito via radio ha confermato che "sta abbastanza bene".

Si dice che il K2 sia la montagna delle montagne. 8611 metri tanto affascinanti quanto estremamente rischiosi.  I problemi legati alla sua scalata sono dovuti sia ai passaggi decisamente ripidi sia alle condizioni climatiche assolutamente imprevedibili. Insomma è una montagna che necessita di una preparazione molto meticolosa, e non solo fisica. Ore e giorni in solitudine, sfidando il freddo, le intemperie, in condizioni estreme, richiedono allenamento, competenza, professionalità. Condizioni necessarie e non marginali.

confortola.png

Il risultato dell'impreparazione è il bilancio della tragedia avvenuta tra venerdì e sabato  (qui raccontata da Mysterium) in alta quota, drammatico: almeno undici morti, compresi i due dispersi. 

E intanto impazzano le polemiche poichè sempre più agenzie alpinistiche presentano in catalogo una spedizione sul K2: con tredicimila euro ti portano e ti mettono a disposizione tutta l'attrezzatura necessaria e guide sherpa o hunza per la scalata, che spesso muoiono per salvare i propri clienti. Ha affermato Messner:"La richiesta di salire su una montagna come il K2 è sempre in aumento ma la maggior parte degli alpinisti che vorrebbero scalarlo non ne hanno le capacità  e così avvengono le tragedie.Purtroppo però, per scalare il K2 è quantomai necessaria la preparazione, e non solo quella fisica".

Non ci si può improvvisare scalatori: l'ennesima conferma ci è stata data da Marco (qui la sua biografia), con i piedi neri in principio di congelamento, indebolito dalla notte a ottomila, è stato l'unico che ha saputo scendere dal "collo di bottiglia".

E intanto anche a Zuclo in provincia di Trento, l'inesperienza ha portato alla morte di suor Alice Valenti di 60 anni. Una nuova tragedia colpisce così la montagna. Si ipotizza che la religiosa, residente nel convento di Castiglione delle Stiviere (Mantova) delle Piccole Figlie della Croce, dopo aver percorso un tratto di sentiero, sia scivolata e non sia stata in grado nè di risalire nè di chiedere aiuto. Il corpo è stato trovato in un profondo canalone in una zona molto scoscesa, non lontano dalla malga dove era stata individuata l'auto della religiosa, in una zona molto impervia. 

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO