Delitto Garlasco: il killer non era solo, dubbi sulle tracce di sangue

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Ad un anno di distanza dal delitto di Garlasco l'unico indagato resta ancora lui, Alberto Stasi, il fidanzato della vittima e l'ultimo ad averla vista viva.
In un anno non ci sono stati molti sviluppi. Si era parlato di un terzo uomo, un fumatore, dopo le analisi del cuoio capelluto di Chiara che avevano svelato la presenza di nicotina (ma nè Chiara nè Alberto erano dei fumatori): una pista che poi è stata abbandonata. Criminologi da ogni angolo nero dell'Italia hanno detto la loro opinione. Ma restano solo i fatti come pezzi di un puzzle che non riescono ad andare al loro posto.

Un anno di indagini sula morte di Chiara Poggi, la ragazza buona e incorrutibile. Un anno di indagini a vuoto. A vuoto le analisi tossicologiche sul corpo di Chiara, non è stata rilevata alcuna traccia di droga o veleno. Negativi gli esami sui capelli che erano sulla scena del delitto e nel pugno della vittima: sono tutti suoi. Inutile anche il sequestro dei due pc di Marco Panzarasa, amico di Stasi, alla ricerca di mail o contatti che fornissero elementi alle indagini.

E ieri il colpo di scena. La difesa di Alberto Stasi ha depositato presso la Procura di Vigevano una relazione nella quale si chiede l’archivizione del procedimento contro il loro assistito, dopo una serie di considerazioni medico-legali mirate a smontare le tesi dell’accusa.

I punti importanti a sostegno dell’innocenza di Stasi sono quattro. Ma quello principale e che rimescola tutte le carte è che il corpo della giovane “dopo l’aggressione è stato spostato da almeno due persone”. Due persone di altezza inferiore rispetto ad Alberto perché durante questo trasporto “l’altezza dal pavimento del corpo non ha superato i 70 centimetri”.

Le altre questioni dibattute riguardano la traccia trovata dai Ris sul pedale della bici di Alberto che "non è sangue" e quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un’altra origine biologica. All'epoca, anche il Gip aveva espresso dei dubbi sul fatto che effettivamente quella fosse una traccia di sangue.

Capitolo scarpe: "Le impronte ritrovate non si ricollegano a nessuna delle scarpe di Alberto Stasi"
Il legale di Stasi, Angelo Giarda ha spiegato che se per ipotesi, avesse calpestato qualche macchia di sangue sul pavimento, è possibile dimostrare che il materiale di queste scarpe, idrorepellente, non consente di assorbire quello che si sta calpestando.

Infine è da anticipare, ad avviso della difesa, l’ora della morte di Chiara Poggi. Attraverso il riesame di tutti i fattori il professor Francesco Maria Avato ha ricalcolato l’ora della morte in un periodo tra le 9 e le 10 della mattina. L'accusa colloca invece l'omicidio tra le 11 e le 11.30 e Stasi ha sempre dichiarato che quella mattina, prima di andare a casa della fidanzata dove trovò il suo corpo, aveva lavorato alla propria tesi di laurea.

Intanto il 13 agosto ci sarà la messa in ricordo della morte di Chiara. Garlasco e la famiglia Poggi torneranno sotto i riflettori di fotografi e stampa. "Una ferita ancora aperta", per il padre di Chiara. E riguardo ai nuovi sviluppi delle indagini? "Su tutto quello che è uscito oggi", sottolinea Giuseppe Poggi "e che uscirà nei prossimi giorni, noi non commenteremo, aspettiamo quello che ci diranno".

Un anno di dubbi che invece di diminuire aumentano, di poche certezze e di veleno, di chi accusa Alberto di aver ucciso Chiara perchè aveva scoperto che era omossessuale, che aveva un amante nel paese e che aveva un debole per i bambini... Speriamo in un rinvio a giudizio, che possa fare chiarezza su questa ferita ancora aperta nella giustizia di questo paese.

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