Parma, prostituta nigeriana abbandonata sul pavimento di una cella: la foto della vergogna

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UPDATE! Ore 17.30:
L'agensia Ansa comunica che il presidente del Senato Renato Schifani, ha chiesto chiarimenti sull'episodio al Prefetto della città emiliana. Lo rende noto l'ufficio stampa di Palazzo Madama che dichiara: "La drammatica foto pubblicata rischia infatti di trasmettere una immagine del nostro Paese diversa da quella che è in realtà e di quanto si sta facendo a tutela dell'ordine pubblico, ma nel rispetto dei diritti inviolabili della persona. Chi intende adottare il criterio della 'tolleranza zero' è tenuto a farlo non sottraendosi mai alla tutela della dignità della persona e della sua privacy".

E ancora una volta, sono le immagini a dettare scandalo. Protagonista una prostituta: vittima e del racket e dell'esigenza di sicurezza. 

Il sito della Repubblica di Parma ha infatti pubblicato la fotografia choc di una prostituta nigeriana abbandonata in una cella dei vigili urbani dopo un blitz del famoso pacchetto sicurezza .

La giovane lucciola, fermata venerdì notte sulla via Emilia Ovest dalla Polizia Municipale di Parma nell'ambito della lotta alla prostituzione bandita dal Comune, ha reagito con violenza alle procedure di identificazione volute dalle forze dell'ordine.

Calci, pugni, morsi e ancora urla e poi grida: la nigeriana probabilmente impaurita dalla reazione del suo sfruttatore ha tentato di reagire al fermo. Una volta rinchiusa in cella, stremata e senza alcuna forza, si è rannicchiata a terra vestita solo di una maglietta rossa, ed è rimasta sdraiata sul freddo pavimento per almeno mezz'ora. 

Una scena indecorosa alla quale hanno assistito fotografi e giornalisti, invitati a seguire il secondo blitz anti prostituzione in tre giorni (numerose le multe a clienti e signorine).

Immediate le critiche dalle associazioni di volontari che si occupano di prostituzione che hanno parlato di violazione della dignità della persona.

Carla Corso, leader storica delle prostitute, afferma indignata: "Le retate anti-prostituzione servono solo a fare impazzire le lucciole che scappano da una città all'altra o da un quartiere all'altro in cerca di un clima più tollerante. La ragazza fotografata chiederà mai aiuto a chi l'ha trattenuta in quella cella? Si fiderà mai delle forze dell'ordine? Anche se è vittima della tratta non glielo dirà e se, insieme alle sue colleghe, sarà cacciata in un cono d'ombra ancora maggiore, ad esempio se sarà costretta a prostituirsi in un appartamento, non incontrerà neppure volontari in grado di spiegargli che può entrare in un percorso di protezione. I sindaci-sceriffo stanno cavalcando il tema della prostituzione ottenendo come unico effetto quello di criminalizzare chi avrebbe bisogno di protezione".

La risposta del Comune di Parma giunge dall'assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi, che assicura che non c'è stata alcuna violenza e tutto si è svolto secondo le regolari procedure.  

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