Ossezia, dubbi sul ritiro: ancora missili russi puntati sulla Georgia secondo il New York Times

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E' fissato per oggi il ritiro delle truppe russe dalla Georgia. Si è finalmente arrivati alla fine della guerra? Ieri è stato firmato l'accordo per il cessate il fuoco tra il presidente russo Medvedev e il presidente georgiano Saakashvili. Che cosa prevede?

Essenzialmente il ritiro delle forze militari russe dal territorio georgiano, incluse l'Ossezia del sud e l'Abkhazia, e il loro ritorno alle basi. Il documento è stato messo a punto grazie all'intervento del presidente francese Sarkozy, presidente di turno dell'Ue, che ha portato così a conclusione la delicata mediazione scattata dopo l’inizio della crisi russo-georgiana sull’Ossezia del sud e che ha visto anche l'intervento di Berlusconi con una telefonata a Putin.

Anche la Merkel è intervenuta proponendo l'ingresso della Georgia nella Nato, un'operazione necessaria secondo Davide Romano di Libero Pensiero: "è inaccettabile che un paese debba vivere nel terrore del proprio potente e poco democratico vicino. Mi paiono poi assurde le preoccupazioni sul fatto che la Russia possa sentirsi circondata. La NATO insomma, è come un'assicurazione volontaria. La si stipula solo in caso di pericolo. Se il pericolo esiste, non si contesti la volontà di assicurarsi, ma si elimini il pericolo".

Ma c'è chi si chiede, come il blog NotiziedalMondo: "è forse solo un caso se la NATO ha detto alla Georgia che l’avrebbe presa con lei solo se avesse definito i conflitti con l’Ossezia e per fare questo hanno deciso di distruggere i conflitti alla fonte ammazzando tutti?"

Intanto è scoppiato il giallo sul ritiro delle truppe: in territorio georgiano, secondo alcune fonti di Tbilisi, non c'é ancora nessun segno di ritiro. Ieri il presidente Medved aveva dichiarato criptico che "le manovre avverranno compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle nostre forze. e comunque mantenendo il controllo di una fascia di sicurezza".

E oggi emerge una sorprendente notizia dal New York Times secondo cui una fonte anonima interna ai servizi segreti avrebbe rivelato che la Russia avrebbe dispiegato diverse rampe di lancio di missili tattici SS-21 in Ossezia del sud, mettendo così a portata di tiro Tbilisi, la capitale della Georgia.

Intanto in Ossezia del sud il leader separatista Eduard Kokoity, che ha sciolto l'esecutivo e proclamato lo stato d'emergenza, ha accusato il suo governo di aver agito con troppa lentezza nella distribuzione degli aiuti umanitari. E ci si continua a chiedere cosa ci sia veramente dietro  questo conflitto: per qualche riflessione e spprofondimento vi consigliamo di leggere qui e qui.

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